Ci sono anche i Comuni costieri di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Mazara tra i destinatari della lettera che le associazioni “Italia Nostra Sicilia”, “Lipu Sicilia”, “Serapide APS”, Articolo 9” e comitato “Non sono differente” hanno fatto pervenire via PEC con la richiesta di adozione di misure a tutela degli ecosistemi costieri e di esclusione dell’impiego di mezzi cingolati durante la pulizia delle spiagge. La nota è stata inviata a più di 70 Comuni costieri siciliani. «Preso atto che in numerosi Comuni siciliani le operazioni di pulizia degli arenili sono già in corso e che continuano a pervenire segnalazioni circa l’impiego di ruspe, trattori, bulldozer cingolati e altri mezzi meccanici pesanti, si richiama l’attenzione delle Amministrazioni sulla necessità di garantire che tali interventi siano effettuati nel pieno rispetto della normativa vigente e delle misure poste a tutela degli ecosistemi costieri», scrivono nella lettera i rappresentanti dei cinque enti.

«I litorali sabbiosi e i sistemi dunali costituiscono ecosistemi di elevatissimo valore ecologico, essendo caratterizzati dalla presenza di habitat prioritari, di fauna e di flora micro e macro, di interesse comunitario – scrivono ancora nella lettera – gli interventi di pulizia meccanizzata effettuati mediante mezzi pesanti determinano il compattamento della sabbia, la distruzione della vegetazione psammofila, l’alterazione della morfologia naturale delle spiagge e delle dune e la perdita di habitat di rilevante interesse naturalistico, compromettendo i già fragili equilibri ecologici degli ambienti costieri». Nella lettera si fa riferimento alla caretta-caretta e al fratino (Charadrius alexandrinus), specie tutelata dalla Direttiva Uccelli e classificata come “in pericolo” nella lista rossa italiana che è classificato come “specie minacciata”. «La pulizia meccanizzata degli arenili può cancellare le tracce lasciate dalle femmine di caretta caretta, compromettendo le attività di monitoraggio e l’individuazione dei nidi, oltre a provocarne direttamente la distruzione. Analoghi effetti si producono sui nidi del Fratino e sulla vegetazione dunale che costituisce elemento essenziale dell’ecosistema costiero». Da qui, tra le richieste alle Amministrazioni comunali, quella di «garantire la tutela dei siti di nidificazione del Fratino e della tartaruga marina caretta caretta, sospendendo ogni attività suscettibile di arrecare disturbo durante il periodo riproduttivo e attivando il necessario coordinamento con gli Enti e le associazioni competenti».

Due esemplari di Fratino sulle dune della spiaggia fra Tre Fontane e Triscina. (foto: Antonino Barbera)

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