Diventa definitiva la condanna a sei anni di reclusione per Andrea Bonafede, l’ex operaio comunale di Campobello di Mazara coinvolto in uno dei primi processi nati dopo la cattura del boss Matteo Messina Denaro. La Cassazione ha respinto il ricorso della Procura generale, confermando l’esclusione del reato di associazione mafiosa. Per i giudici Bonafede favorì il boss durante la latitanza, accompagnandolo e assistendolo anche nel periodo delle cure per il tumore, ma non è stata provata la sua stabile appartenenza a Cosa nostra. Diventa così irrevocabile la condanna per favoreggiamento, mentre cade definitivamente l’accusa più grave di partecipazione all’organizzazione mafiosa.












