La Corte d’appello di Palermo ha confermato l’assoluzione di Leonardo Gulotta, il giovane di Campobello di Mazara che era finito in carcere il 27 aprile 2024 con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Gulotta, secondo i pubblici ministeri, avrebbe messo a disposizione di Matteo Messina Denaro (allora latitante) la propria utenza telefonica. Durante il processo di primo grado venne fuori l’insussistenza di elementi gravi a carico di Gulotta e venne evidenziato il fatto che esisteva un numero telefonico identico a quello del Gulotta, tranne che per una cifra, che la procura stessa attribuiva in uso al latitante, sebbene intestato ad altro soggetto diverso dal Gulotta. Il giovane di Campobello è stato difeso dall’avvocato Mariella Gulotta.

Durante quest’ultima udienza la Corte d’Appello ha confermato, invece, la condanna per l’architetto Massimo Gentile a 8 anni e sei mesi (in primo grado ne aveva avuti 10) per associazione mafiosa e a 8 anni il tecnico radiologo Cosimo Leone, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa (stessa pena aveva avuto in primo grado). Entrambi vennero arrestati nell’ambito delle indagini della Dda di Palermo sulla rete di complici che ha coperto la latitanza di Matteo Messina Denaro. Secondo i pm Gianluca De Leo e Piero Padova, Gentile avrebbe prestato la sua identità al mafioso ricercato consentendogli di acquistare una macchina e una moto, mentre Leone si sarebbe occupato del boss ormai malato durante un ricovero all’ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo, quando all’inizio di novembre del 2020, fu sottoposto a un primo intervento chirurgico.

Avv. Mariella Gulotta