Un primo intervento di bonifica. «Di somma urgenza» per togliere parte della posidonia dal bacino, in vista dei più complessi e strutturati lavori che riguarderanno l’ambito portuale nel suo complesso. Dopo le proteste dei pescatori e finanche la visita del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio (accompagnato dal sindaco pentastellato Enzo Alfano) al porto di Marinella di Selinunte riparte il cantiere avviato coi fondi della Protezione Civile siciliana e la supervisione del Genio civile, guidato dall’ingegnere Giancarlo Teresi. I mezzi della “Ig2” lavoreranno alcuni mesi per rimuovere, principalmente, la posidonia. Ma per il bacino al servizio dei pescatori e diportisti di Selinunte le speranze sono aggrappate al progetto di rifacimento dell’intero porto.

Lavori, dal costo di 750 mila euro, il cui progetto esecutivo è quasi pronto: i primi del mese di marzo, presso il Dipartimento infrastrutture dell’Assessorato regionale ai trasporti si terrà una ulteriore conferenza di servizio. Fonti interne al Dipartimento hanno confermato che per il progetto del porto di Marinella di Selinunte mancano ancora alcuni visti ambientali. I lavori riguarderanno l’allungamento del braccio a ovest, il ripristino della banchina – compresa quella dove sono allocati i serbatoi per il carburante – e l’impianto di illuminazione.