Muso contro muso in Fratelli d’Italia a Mazara del Vallo tra l’ala che fa capo a Paolo Torrente (attuale consigliere d’amministrazione di “Airgest Spa” e figlio di Vito Torrente, assessore fuoriuscito dalla Giunta guidata da Quinci), il presidente provinciale Maurizio Miceli e l’ex deputato regionale Nicola Catania. Vito Torrente, qualche giorno addietro, ha reso dichiarazioni pubbliche affermando che la sua fuoriuscita dalla Giunta sarebbe stata decisa da un’azione coordinata tra il sindaco Salvatore Quinci e il presidente provinciale FdI Maurizio Miceli. «Illazioni», li ha definite Miceli in una nota a firma congiunta con Nicola Catania. «Non esiste alcun atto politico o fatto concreto che possa confermare questo: non abbiamo mai preso parte a iniziative volte a condizionare le scelte dell’Amministrazione di Mazara del Vallo, la quale resta un ente pienamente autonomo nelle proprie determinazioni».
Con Torrente è andato fuori dalla Giunta anche l’altro assessore in quota FdI, Giampaolo Caruso, vicino a Paolo Torrente. «Mio figlio fa politica col centro destra, non a Mazara del Vallo», ha tenuto a ribadire Vito Torrente a proposito del figlio Paolo (vicino al presidente dell’Ars Gaetano Galvagno). Al “gruppo di Mazara del Vallo” (così ha definito Vito Torrente il gruppo di Fratelli d’Italia vicino a suo figlio) «è venuto meno il rispetto», ha chiarito a Tele8 Torrente. «Sarà nostra cura approfondire la questione nelle sedi opportune per rendere pubblica la reale dinamica degli eventi», hanno tenuto a ribadire Miceli e Catania.

Maurizio Miceli, Nicola Catania e Paolo Torrente.











