L’on . Giovanni Lo Sciuto, del Partito dei Siciliani-MPA spiega in questa lunga nota, le ragioni del voto contrario suo, e del partito, alla legge voluta dal Governatore Crocetta e che chiude l’esperienza in Sicilia delle province regionali, iniziata nel 1986.

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Ho votato contro l’abolizione del province perchè rimango fermamente convinto dell’utilità di questo ente intermedio. Era più opportuno ridurre i costi degli organi di rappresentanza politica e non la totale abolizione delle province. Sono stato amministratore provinciale per diversi anni e conosco bene la loro funzione.

Il Governatore Crocetta e la sua maggioranza, invece di pensare alle reali esigenze del territorio, hanno voluto a tutti i costi, cavalcare l’onda emotiva dettata da esigenze mediatiche e dai grillini, invece di approfondire in modo razionale le vere questioni concernenti l’eliminazione di questi enti periferici. Vorrei spiegato dal Governatore Crocetta, chi assolverà al compito di gestire le strade provinciali, l’edilizia scolastica, gli affitti degli immobili, la manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole superiori; la gestione di parchi e riserve, del controllo ambientale territoriale e delle discariche; dei diversamente abili nelle scuole specialistiche e ordinarie del territorio.

E ancora, con quali coperture finanziarie e con quale personale, intende sostenere i consorzi comunali che dovranno affrontare tutti questi servizi che attualmente svolgono le province? Mi piacerebbe saperlo. Questa legge che abolisce le Province-continua l’on. Lo Sciuto- rischia di creare gravi danni finanziari, anche per il sistema di riscossione dei tributi locali e per la gestione dei servizi al cittadino. Di fatto, si sta creando una voragine finanziaria legata all’assenza del referente istituzionale.

In assenza di una riforma costituzionale, i tributi locali incassati dallo Stato, come l’RC auto e la trascrizione dell’imposta di acquisto autoveicoli, che rappresentano il 50 % del bilancio provinciale, andranno allo Stato. Crocetta spieghi dove prenderà questi fondi, circa 300 milioni di euro per le 9 province siciliane che andranno persi. Inoltre, mi chiedo, essendo deputato della Provincia di Trapani, cosa ne sarà dell’aeroporto di Birgi e delle società partecipate?

La Provincia di Trapani è azionista di maggioranza della società Airgest e in questi anni, ha disposto massicci investimenti per favorire l’aereostazione trapanese, con la permanenza della compagnia Ryanair. Oltre 2 milioni di passeggeri all’anno che hanno dato un notevole impulso all’economia turistica trapanese e che potrebbero perdersi nel giro di qualche giorno. Crocetta , forse, vuole chiudere anche l’Airgest?

Dov’è tutto questo vantaggio per l’economia locale e pubblica? Senza dimenticare i costi del personale provinciale che dovrà essere formato per nuove mansioni e trasferito in altre sedi. Era più logico ridurre il numero di assessori e consiglieri provinciali e i loro relativi compensi, invece di eliminare tutto. Su questo fronte, Crocetta ,ci sente poco. Ad esempio, oggi, gli assessori regionali “tecnici” voluti da questo presidente, ci costano oltre 4 milioni di Euro l’anno.

Crocetta avrebbe potuto utilizzare i parlamentari dell’ARS, per questa attività istituzionale e quindi risparmiare gli stipendi dovuti agli assessori esterni. Su questo aspetto Crocetta ci sente poco. L’eliminazione delle province non risolve nulla anzi, farà aumentare i costi di gestione. Chi andrà ad occupare i consorzi, lo farà gratuitamente? Mi sembra improbabile, ci sono responsabilità enormi nella gestione della cosa pubblica. In Sicilia- conclude l’on. Lo Sciuto- insistono problemi molto più urgenti ,la situazione economica dei siciliani è allo stremo e Crocetta fa come il “Gattopardo”, altro che cambiamento . Auspico che la legge venga impugnata e torni all’ARS, per una rimodulazione razionale e moderna di questi enti.

L’ ADDETTO STAMPA
Filippo Siragusa