Vito Bonanno è Segretario generale di fascia A, titolare della sede al Libero Consorzio comunale di Ragusa. È formatore per l’Albo nazionale dei Segretari comunali e provinciali e ha conseguito un Master alla Luiss in Politiche del Governo locale. È stato presidente di organi straordinari di liquidazione (OSL) in Comuni in dissesto ed è stato già collaboratore di numerose Commissioni straordinarie in Comuni sciolti per mafia.

Dottor Bonanno, l’adeguamento delle indennità dei sindaci al parametro del presidente della Regione, per la legge, è un atto obbligatorio o discrezionale?

«Spetta alla Giunta municipale e, per il presidente ed il vicepresidente al consiglio comunale, decidere sulle indennità. È una spesa prevista e disciplinata dalla legge, ma non obbligatoria per legge».

La spesa in più sostenuta, una volta adeguate le indennità per sindaco, assessori, presidente del consiglio e vice, come viene coperta?

«⁠Il legislatore nazionale, quando nel 2022 ha adeguato la misura dell’indennità dei sindaci, parametrandola in ragione della popolazione a quella spettante al Presidente della Regione, ha creato un fondo nel bilancio dello Stato per rimborsare integralmente ai Comuni il maggior onere per la differenza di spesa sostenuta a seguito della nuova legge. In Sicilia non fu così. L’adeguamento fu recepito con ritardo e, in una prima fase, il maggior costo fu lasciato tutto a carico dei bilanci comunali. Solo dal 2024, è stato previsto un fondo sul bilancio della Regione che, tuttavia, non copre l’intero aumento».

Quindi la Regione, rispetto alla spesa, non copre l’intero costo?

«No, la Regione si fa carico di una parte di tale aumento, lasciandone la maggior parte in capo ai bilanci comunali, laddove i sindaci decidano di adeguare l’importo fino alla soglia massima prevista dalla legge. La legge regionale prevede espressamente che l’adeguamento della misura dell’indennità di funzione possa essere limitato fino all’importo che viene coperto dal rimborso regionale, così non gravando sul bilancio del comune».

In conclusione, quindi, quale è il corretto inquadramento normativo della vicenda?

«È legittimo adeguare le indennità di funzione alla misura massima prevista dalla legge dello Stato. Ciò tuttavia comporta un maggior onere che viene coperto solo in parte dalla Regione. La legge prevede che l’aumento, per non impattare sul bilancio comunale, possa essere limitato fino all’importo coperto dal contributo regionale. Non c’è alcun obbligo di fissare la misura dell’indennità di funzione nell’importo massimo di legge; sono scelte discrezionali, nell’ambito delle politiche di bilancio».

Il Segretario del Libero Consorzio comunale di Ragusa, Vito Bonanno.

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