Nonostante un credito certo, liquido ed esigibile per un ammontare superiore a 960 mila euro, otre 40 famiglie di Castelvetrano vivono ormai da troppo tempo una situazione esasperata. Per questo motivo, da questa mattina, una decina di soci della cooperativa INSIEME hanno deciso di occupare una stanza dei locali del Comune di Castelvetrano. Gli stessi non sono intenzionati a lasciare i locali finché non ci sarà un impegno concreto sulla risoluzione della questione.

Le somme infatti sarebbero già nella disponibilità dell’Ente da diverso tempo ma non vengono trasferite alla cooperativa “in maniera inspiegabile”, come riferiscono i manifestanti. Da queste somme dipendono i servizi di prima necessità di oltre 40 famiglie oltre una quarantina di beneficiari dello status di “richiedente asilo politico” e poco meno di 10 minori italiani ospiti di una struttura di Castelvetrano. Negli ultimi mesi sarebbero state erogate circa 9000 euro di somme a fronte di un credito già certificato, dallo stesso Comune, di oltre 650 mila euro.

L’estremo gesto di occupare i locali del Comune arriva al culmine di un lungo iter fatto di incontri e promesse, adesso però queste famiglie sono allo stremo, impossibilitate a fare la spesa in attesa dello stipendio di oltre un anno di lavoro. Sul posto sono presenti anche Polizia Municipale e Carabinieri per monitorare che la protesta avvenga in maniera pacifica.

In merito alla protesta il sindaco della città di Castelvetrano Selinunte, avv. Felice Jr. Errante, precisa:

Sono stanco di portare sempre la croce per responsabilità altrui, essendo assai facile scaricare la colpa su chi è chiamato ad amministrare.

Infatti, pur comprendendo il disagio che si trovano ad affrontare le famiglie e i dipendenti della cooperativa per l’arretrato nel pagamento degli stipendi non sono tuttavia disponibile ad accettare le affermazioni contenute nel comunicato in quanto non vere- continua il sindaco- Difatti, solo lo scorso venerdì 13 gennaio detta cooperativa ha ottenuto la certificazione sulla regolarità contributiva (DURC positivo) che ha impedito agli uffici, fino ad oggi, di potere effettuare i pagamenti dovuti.

Vale la pena precisare che le somme, inviate dal Ministero dell’Interno, sono vincolate in un apposito capitolo e non possono essere utilizzate dall’Ente per altri scopi. Il credito vantato dalla Cooperativa è stato integralmente certificato e pare che la banca abbia già anticipato le somme.

Si precisa, infine, che detto credito, assai inferiore rispetto a quelle erroneamente indicato nel comunicato, può essere erogato solo dopo i necessari controlli di primo livello della rendicontazione che devono porre in essere gli uffici. Ho stamane rassicurato il soci della cooperativa che tutti i funzionari dell’Ente, destinati al progetto SPRAR, stavano lavorando per la predisposizione dei relativi provvedimenti di liquidazione e che non appena avrebbe riaperto la tesoreria comunale, cosa che che avverrà in questi giorni, avremmo provveduto al pagamento integrale di quanto loro dovuto.

Gli stessi hanno preferito rimanere al Comune fino a poche ore fa, impegnando una pattuglia di agenti della Polizia Municipale per un intero pomeriggio, andando via solo dopo la rituale foto per la stampa.

Mi sorgono spontanee alcune domande che rivolgo agli interessati. Quali promesse non sarebbero state mantenute? Cosa c’e’ di inspiegabile? Quali atti avrebbe dovuto porre in essere il comune nel rispetto della legge?.

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