L’idea de “L’Officina della sanità” è nata proprio da lui. Massimo Russo, oggi magistrato della Procura dei minori di Palermo e assessore regionale alla salute dal 2008 al 2012, ha lanciato l’appello di mettersi insieme qualche mese addietro. E oggi quel fronte che vuole una sanità diversa in Sicilia conta 1.700 persone, tra medici, infermieri, professionisti, associazioni e cittadini. L’obiettivo è costruire, attraverso il confronto tra operatori e pazienti, un programma di riforma da sottoporre alle forze politiche in vista della prossima legislatura. «Il sistema sanitario siciliano è in coma, ricoverato in rianimazione. I suoi parametri vitali sono sballati», ha detto qualche giorno addietro Russo intervenendo al talk “Visioni di Buona Sanità” di BestInsanitas. Domani – giovedì 5 novembre, ore 9 al teatro Selinus di Castelvetrano – l’ex assessore Russo interverrà al convegno sul tema “La sanità che vorrei”, organizzato dal Kiwanis club. Un tema che calza a pennello col dibattito che da settimane il fronte de “L’Officina della sanità” porta in giro per la Sicilia.
La sanità in Sicilia resta un tema annoso e spinoso che Russo conosce bene: «i dati Agenas collocano la Sicilia nelle ultime posizioni nazionali e denuncia il peggioramento dei livelli essenziali di assistenza, l’aumento della mobilità sanitaria e le difficoltà di accesso alle cure. Se un siciliano per curarsi deve prendere l’aereo, significa che qualcosa non funziona. Se la sua aspettativa di vita è inferiore a quella di cittadini di altre regioni, questo diventa un problema politico», dice Russo. Al convegno di domani interverranno anche l’assessore comunale Rosalia Ventimiglia, il presidente del Libero Consorzio provinciale Salvatore Quinci, il dirigente scolastico dei Licei Leonardo Mangiaracina e Doriana Licata, presidente del Kiwanis club di Castelvetrano.













