«Lo Stato non risponde alle nostre richieste di riaprire l’indagine sulla sua morte. Però chiede a Rita Atria di pagare il canone Rai». Lo dice Nadia Furnari, vicepresidente dell’associazione antimafie fondata nel 1994 a Milazzo in memoria della giovanissima testimone di giustizia, scomparsa una settimana dopo l’uccisione di Paolo Borsellino, il magistrato con cui collaborava. Era il 26 luglio del 1992, e doveva ancora compiere 18 anni, quando il suo corpo fu ritrovato senza vita a Roma: precipitata da un balcone, morte archiviata come suicidio. La notizia che la Rai chiede il canone a Rita Atria è riportata oggi dal quotidiano La Sicilia. «Nella sede legale dell’associazione – racconta Furnari – è arrivata una richiesta di pagare 138 euro per il canone Rai. Senza nessun riferimento all’associazione, senza un codice fiscale e in un appartamento dove non c’è alcuna attività sociale, solo la sede legale. E dove il canone Rai viene regolarmente pagato. Ma evidentemente per lo stato la signora Rita Atria ha una attività». La richiesta sarà, naturalmente, contestata dall’associazione.

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