Le difficoltà per scrivere un romanzo come Kosmidion, ha ammesso Giuseppe, sono iniziate subito dopo:
“Mi resi conto quasi subito che scrivere una storia ambientata oltre seicento anni fa non era affatto facile. Tutto doveva essere documentato: situazione storica, sociale e politica dei luoghi che avrebbero fatto da sfondo alla vicenda; stili di vita, abitudini, usi e costumi di ogni classe dell’epoca, e così via. Non potete immaginare che sforzo richieda calcolare un semplice spostamento: se, per esempio, avevo la necessità di far viaggiare un personaggio da Parigi a Reims, dovevo prima calcolare la distanza e tradurla in miglia, per una narrazione che fosse il più possibile attinente al periodo storico; successivamente mi mettevo con pazienza a cercare notizie sulla possibile presenza di foreste, o fiumi, o altro, sul percorso; infine, calcolavo la velocità media del mezzo di trasporto utilizzato: cavallo, carro, piedi.”

Poche sono state le anticipazioni di Giuseppe Rago sulla trama di Kosmidion:
“E’ la storia di una ricerca. Goffredo viaggerà attraverso la Francia, in compagnia di due fidati amici, giungendo fino a Roma, dove finalmente entrerà in possesso di una delle reliquie più sante della Cristianità, un oggetto che ancora oggi muove folle impressionanti da tutto il mondo: la Sindone di Torino.” Kosmidion è un romanzo sicuramente ben congeniato, che si legge piacevolmente e tutto d’un fiato. Un giallo/thriller medioevale che fa venire in mente subito paragoni altisonanti, a cui l’autore oppone con forza un secco rifiuto:

“Non mi sogno neanche di paragonare il mio romanzo a Il nome della rosa, non scherziamo! Ammetto, però, che il libro di Eco, un’opera che amo, è stato per me una fonte di ispirazione importantissima, così come alcune pagine del Vingt ans après di Alexandre Dumas padre.”

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AUTORE.   Gianfilippo Bonanno