daniele mangiaracina

Domanda n. 1) 1992 – 2012 Due date, due commissariamenti straordinari a distanza di venti anni. Riflessioni di un amministratore prima (1992) e di un cittadino dopo (2012);

Domanda n. 2) Secondo la Sua esperienza, questa cittadina, riuscirà a superare il grave empasse dovuto alla crisi economica, politico-amministrativa? Valutazioni e prospettive del dopo commissariamento straordinario;

Domanda n. 3) Se Le venisse chiesto, ritornerebbe anche nella qualità di semplice “esperto”, ad avere un ruolo attivo in una prossima amministrazione a guida politica?

Ecco le risposte di Daniele Mangiaracina, Ex Sindaco di Campobello di Mazara

Alla sua prima domanda voglio rispondere nel seguente modo: ricordando ai cittadini e a chi di competenza, che ho avuto l’onere e l’onore di fare il sindaco della città di Campobello alla giovane età di trentuno anni, proponendo un progetto di sviluppo che tenesse conto delle vere risorse naturali e paesaggistiche per il rilancio socio economico e culturale della nostra terra;

il mio progetto politico e programmatico si è posto in netta alternativa alla becera e mediocre politica clientelare e affaristico mafiosa che ha portato il nostro paese alla povertà rovinando così il futuro di tante generazioni colpite per la seconda volta da un indelebile marchio di mafiosità. Segnalo, da imprenditore prestato alla politica, che il mio mandato elettorale è durato cinque anni e mezzo e che qualche mese prima del termine è venuto, per la prima volta nella storia del nostro comune, il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica coordinato dal Prefetto Finazzo con la presenza delle massime istituzioni provinciali della magistratura e delle forze dell’ordine, presso il nostro municipio.

In quella occasione, nell’aula consigliare, alla presenza dei cittadini e dei consiglieri comunali Sua Eccellenza il Prefetto ha pubblicamente manifestato elogi e soddisfazione per l’azione amministrativa del sindaco, perchè rispettosa delle direttive istituzionali e in modo particolare per essere stato il comune pilota nell’ utilizzare, con fondi dell’esiguo bilancio comunale, il primo bene confiscato alla mafia, ristrutturato e funzinale concesso per i fini sociali e istituzionali all’ Avis di Campobello.

Mi sembra corretto nel rispetto della storia della nostra città segnalare alcuni momenti importanti che hanno contraddistinto il mio percorso politico e amministrativo:
– La revoca della delibera che consentiva l’insediamento della distilleria Bertolino per cui il nostro comune stava per essere commissariato per condizionamento esterno;
– L’approvazione di tutti i progetti turistici;
– L’approvazione del piano regolatore generale avvenuta il 14 luglio del 2006, evento storico;
– La posizione contraria all’ATO rifiuti Belice Ambiente e il mio formale diniego alla firma del contratto e alla concessione della discarica alla stessa società d’ambito;
– Il rifiuto ad accogliere a Campobello la discarica di percolato dove vi erano interessi di ogni tipo e rischio per la salute dei nostri figli;
– Il percorso di legalità con gli innumerevoli convegni emanifestazioni con la scuola e alla presenza di autorevolissimi esponenti in prima fila alla lotta a tutte le mafie e infine
– Il decollo delle nostre località turistiche e la realizzazione della nuova stazione depurante.

In ordine alla sua seconda domanda ritengo che il commissariamento sia stato un passaggio amministrativo necessario e indispensabile per fermare certa politica che ha, senza nessuno scrupolo, impoverito e inquinato la nostra società e ai commissari prefettizi va tutta la mia solidarietà e condivisione delle scelte importanti e delicate che serviranno per il ripristino della legalità. Invito tutti i cittadini ad agevolare questo processo depurativo negli interessi sopratutto dei nostri figli affinchè con l’aiuto di tutte le forze sane di Campobello potranno al più presto possibile programmarsi un futuro.

Per avere delle prospettive positive è necessario che si apra una pagina nuova e che tutti coloro che vogliono fare politica devono farlo per il bene comune, avulsi da ogni tipo di interesse particolare, parlando fin d’ ora con la gente e manifestando le proprie idee pubblicamente per una reale crescita socio-economica.

Rispetto alla terza e ultima domanda le dico che l’amore per la mia terra e per la mia famiglia in particolare mi spinge ad alimentare in me e agli altri i sani principi e i valori veri della vita ad esempio la ricchezza dell’animo e l’aiuto verso il prossimo quindi le partecipo, con molta serenità, la mia eventuale e disinteressata disponibilità a mettere a frutto tutta la mia esperienza per aiutare questo martoriato paese a diventare normale.

intervista a cura di Nicolò Fanella