Il Parco archeologico di Selinunte nel 2019 ha perso 13.123 visitatori. I dati ufficiali diffusi dalla Regione Siciliana sono inconfutabili: se nel 2018 il Parco ha fatto registrare 246.435 visitatori, nel 2019 sono stati in 233.312 a visitare il Parco archeologico più grande d’Europa. I numeri parlano chiaro. Nel 2018 i paganti sono stati 168.651 (gratuiti 77.784) con un incasso di 986.493,00 euro, mentre nel 2019 i paganti sono stati 163.146 (70.166 gratuiti) per un incasso complessivo di 956.058,00 euro. La stessa sorte di Selinunte è toccata anche a Segesta che, tra il 2018 e il 2019, ha perso 16.066 visitatori, nonostante superi abbondantemente il numero di visitatori rispetto a Selinunte.

Nel conteggio, però, bisogna, altresì evidenziare che per Selinunte bisogna aggiungere i visitatori – pochi, in effetti – dell’area archeologica delle Cave di Cusa: nel 2018 sono stati 4.399 (dei quali 1.491 gratuiti) per un incasso di 14.420,00, mentre nel 2019 (da gennaio a marzo, perché da aprile non è stato più garantito il servizio di biglietteria) sono stati registrati 319 paganti e 1.003 ingressi gratuiti, per un totale di 1.667,00 euro.

Il dato in calo, in provincia di Trapani, purtroppo ha coinvolto anche altri siti d’interesse culturale. Il Museo del Satiro, ad esempio, ha perso – tra il 2018 e il 2019 – 5.592 visitatori. Mentre leggeri incrementi si sono registrati in altri posti, come l’ex stabilimento Florio di Favignana (+1.392 visitatori nel 2019), il Museo “Agostino Pepoli” di Trapani (+2.401 visitatori nel 2019) e finanche il Museo al Castello Grifeo di Partanna, con 6.404 visitatori nel 2019 (dei quali 5.107 gratuiti), contro i 2.433 del 2018.