La città dell’olio e delle olive per eccellenza rimane, al momento, fuori dal Movimento turismo dell’olio (MTO). Il paradosso è tutto vero. Castelvetrano, che vanta numeri e aziende in un settore trainante per l’intera economia del territorio, non figura tra coloro che hanno firmato la costituzione del nuovo Movimento, il Consorzio nazionale finalizzato alla promozione dell’oleoturismo. In effetti il Comune era finito già fuori dall’Associazione nazionale “Città dell’olio”: i Commissari straordinari, nell’ottica dei tagli alle spese, non pagarono più la quota associativa. Eppure Castelvetrano era stato uno dei Comuni “di spicco” dell’associazione, ottenendo, per un periodo, anche la Vice Presidenza dell’associazione.

Ora Castelvetrano è fuori da tutti i giri e, ironia della sorte, si trova tra i Comuni di Campobello di Mazara e Partanna che, invece, aderiscono all’Associazione “Città dell’olio” che, durante l’anno, organizza diverse attività coinvolgendo attività imprenditoriali e il territorio. Ma a quanto ammonta la quota associativa che il Comune non ha più pagato? «Si tratta di una spesa di circa 2.000 euro all’anno – spiega Paolo Guerra, uno dei produttori d’olio a Castelvetrano – che, in assenza di un impegno da parte del Comune, potremmo caricarci noi produttori, che in città siamo quasi 40». L’invito di Guerra è quello a una maggiore sensibilità dell’opinione pubblica e, perché no, anche dell’Amministrazione comunale. «Bisogna guardare con attenzione alla cultura del turismo dell’olio, vista la peculiarità del nostro territorio», spiega Guerra.

Il Comune, comunque, può ora recuperare. Sia rientrando nuovamente all’interno dell’associazione “Città dell’olio” che del neo Movimento al quale hanno già aderito Puglia, Calabria, Lombardia e Abruzzo, insieme al Movimento Turismo del Vino. Secondo la direttrice del Movimento, Vittoria Cisonno «il Movimento lavorerà su iniziative green ed ecosostenibili e sull’utilizzo delle tecnologie, in modo da arrivare ai consumatori attraverso i canali digitali e così promuovere più efficacemente le esperienze oleoturistiche». Speriamo che l’attuale Amministrazione, nell’ottica della promozione turistica del territorio, pensi a rientrare nell’associazione “Città dell’olio” e ad aderire al Movimento turismo dell’olio. Sennò dovremo accontentarci di guardare solamente i bei pannelli stradali che presentano Castelvetrano come città dell’olio e degli ulivi.