La vicinanza simbiotica a Selinunte e le sue radici millenarie hanno reso Castelvetrano un territorio straordinariamente propenso ad accogliere miti e leggende del passato. Qui il magico, l’invisibile e la fortuna non sono elementi secondari, ma spesso hanno costruito tradizioni e riti che ancora oggi sono ben radicati.

Il profondo rapporto con la terra spinge molti contadini a recuperare dalle tradizioni passate i metodi di mietitura e raccolta. Non solo le tecniche di lavoro, ma anche le credenze affondano le loro radici nell’antichità. Pensiamo alla componente scaramantica che, oggi come ieri, è fortemente legata ad alcuni simboli, come il corallo di Trapani. Quest’ultimo è considerato un amuleto protettivo che protegge dal malocchio e, dunque, a tutti gli effetti un portafortuna.

Come accade in altre zone del Sud Italia, si preserva anche l’assetto immaginifico legato al mondo onirico. I sogni sarebbero in grado di inviarci messaggi sulla nostra vita quotidiana e sul nostro futuro. Il popolo li accoglie con la meraviglia che si confà a chi interpreta i sogni come segni e li traduce in numeri.

Oggi, però, i rituali del passato sono entrati nell’era moderna e i cambiamenti sono evidenti. Lo spirito con il quale vengono vissuti è decisamente più leggero e scanzonato, complice anche l’avvento di strumenti e tecnologie innovative. Il corallo rosso, ad esempio, è usato più sotto forma di ciondolo portafortuna o gadget da collegare al telefono per dare un tocco di colore all’estetica dello smartphone. Anche i numeri associati ai sogni non vengono più giocati in ricevitoria, ma nelle lotterie online, una modalità di gioco decisamente più congeniale ai ritmi della società moderna.

Le leggende storiche di Castelvetrano, come quella legata alla tenuta dell’Aironera, non corrono più il rischio di perdersi nel tempo per la mancanza di un passaggio di testimone. Oggi quelle storie, prima tramandate a voce, si reinventano e si aprono al mondo, diventando protagoniste di mostre, eventi culturali e percorsi itineranti turistici. Insomma, valorizzano la memoria del territorio in una veste più moderna e accessibile.

La comunità celebra ancora oggi le proprie radici, trasformando le credenze di ieri in cultura identitaria.

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