Prossimo fine settimana all’insegna della grande musica, dell’arte visiva e della riflessione sul paesaggio anima Gibellina, nel pieno delle iniziative per la Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026. Sabato 7 e domenica 8 novembre il Museo d’Arte Contemporanea (MAC) farà da scenario a due appuntamenti di respiro internazionale, capaci di far dialogare linguaggi artistici eterogenei con la memoria e l’identità del territorio.
Si comincia sabato 7 novembre, alle ore 21.00, presso l’Auditorium del MAC, con la rassegna “Silenzi d’artista | Musica e Arte Contemporanea”. Protagonista assoluta sarà la prima esecuzione in Sicilia della monumentale sinfonia “Traubenfleisch” di Hermann Nitsch, celebre maestro dell’azionismo viennese. A dirigere l’opera sarà Andrea Cusumano, interprete storico delle partiture del compositore austriaco. Realizzato con il Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo e il sostegno della Nitsch Foundation, il concerto – a ingresso gratuito – vedrà sul palco un imponente organico composto da circa cinquanta orchestrali, percussionisti, coro, sintetizzatore e venti ottoni della Banda “Gioacchino Rossini” di Gibellina. Per l’occasione, Cusumano proporrà una versione inedita della partitura, arricchita da frammenti di una marcia del palermitano Enrico Petrella. All’evento prenderanno parte Rita Nitsch, vedova dell’artista, e una delegazione di illustri personalità della cultura austriaca.
Domenica 8 novembre, alle ore 11.00, la biblioteca del MAC ospiterà invece il debutto a Gibellina di BAM – Biennale Arcipelago Mediterraneo, festival curato da Fondazione MeNO e Fondazione Merz. L’incontro inaugurale, intitolato “Il filo verde tra arte e suolo”, aprirà un confronto sul giardino come luogo relazionale, politico ed ecologico. Al tavolo dei relatori dialogheranno l’artista Michele Guido – che realizzerà un giardino per Gibellina –, la palestinese Saba Sbaih,impegnata nell’intreccio tra pratiche agricole e arti visive, e la scrittrice e giornalista Ilaria Maria Sala, esperta conoscitrice dei mutamenti geopolitici e culturali contemporanei. Un dialogo corale sul modo in cui l’arte possa valorizzare i luoghi e tutelare l’ambiente senza recidere il legame profondo con la storia locale.

Andrea Cusumano (foto di Fausto Briugantino).












