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Si è tenuta oggi (30 gennaio 2013) la prevista udienza del processo penale a carico del senatore Antonio D’Alì accusato di concorso esterno associazione mafiosa (art.416 bis c.p.).

Oggi ho avuto l’onore di rappresentare il Prefetto Fulvio Sodano anche in questo processo avendo ricevuto l’incarico professionale di inoltrare la richiesta di ammissione come parte civile; Sodano, uomo di Stato, ritiene di essere stato danneggiato dallo Stato ed in particolare da un sottosegretario di Stato (D’Alì) che, stando all’accusa, sarebbe intervenuto per trasferirlo in altra sede (da Trapani ad Agrigento) perchè il Prefetto di ferro stava lavorando per tutelare in particolare la Calcestruzzi Ericina (confiscata al boss di Trapani Vincenzo Virga) ed i beni confiscati (diventati pertanto di proprietà dello Stato) tutti….il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Palermo Giovanni Francolini ha oggi deciso di NON ammettere come persona danneggiata dal reato il Prefetto Fulvio Sodano poichè persona giuridica danneggiata dal reato (art.416 bis c.p.) è lo Stato.

La decisione è parecchio opinabile ma personalmente la rispetto sia pure con tanta tanta tanta tanta amarezza; a questo punto però chiediamo dov’è lo Stato in questo processo, dov’è la Regione Sicilia in questo processo, dov’è la provincia regionale di Trapani in questo processo, dov’è il comune di Trapani in questo processo; insomma dov’è lo Stato?

Il Prefetto Fulvio Sodano ha sentito ancora una volta il dovere di “battere un colpo”, gli enti pubblici (se vorranno dimostrare credibilità recitino la loro parte, sono ancora in tempo, stante che la “discussione” (rito abbreviato) non è ancora iniziata !!!! Verificherò e verificheranno i cittadini cosa faranno gli uomini che attualmente rappresentano lo Stato, la Regione Sicilia, la Provincia di Trapani ed il Comune di Trapani.

Avv. Giuseppe Gandolfo

Fulvio Sodano da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Fulvio Sodano (Napoli, 9 marzo 1946) è un prefetto italiano impegnato in Sicilia nella lotta alla mafia.

Laureatosi in giurisprudenza nell’aprile del 1970, nello stesso anno partecipa a un concorso pubblico (50 posti di Consigliere di Prefettura). Vinto quest’ultimo, viene assegnato alla Prefettura di Brescia e, un mese dopo, assume il titolo di capo di gabinetto (1972, durante gli anni del terrorismo). Oltre al ruolo di capo di gabinetto svolge quello di commissario straordinario in altri comuni della provincia.

Dal 1979 al 1981, Sodano è a Roma a ricoprire diversi incarichi ma nel 1982 viene richiamato a Brescia con le funzioni di Capo di Gabinetto e vi rimane per circa due anni, finché viene trasferito a Caserta per motivi familiari.

A Caserta rimane fino al 1990, in questa sede gestisce numerosi comuni tra cui Mondragone, Lusciano e Orta di Atella. Quindi viene trasferito a Palermo. Egli ha dunque conosciuto da vicino, sin dall’inizio della sua carriera, la follia del terrorismo (nel lombardo), l’omertà della camorra (nel napoletano) e le guerre di mafia (nel palermitano).

Oltre alle stragi di Capaci e di via d’Amelio vive anche la “primavera palermitana”, inoltre ricopre incarichi di commissario straordinari in alcuni comuni sciolti per mafia: Bagheria, Altavilla Milizia, Capaci subito dopo la strage, Palma di Montechiaro nell’agrigentino (quest’ultimo non per motivi di mafia) e vice-commissario straordinario a Catania. Intanto, a Palermo, ricopre ruoli superiori: vice-prefetto, vice-prefetto vicario. Mentre svolge la funzione di commissario a Bagheria arriva la nomina a Prefetto, quindi sarà a Trapani e, infine, ad Agrigento.

Il suo modo di lavorare e di impegnarsi nelle proprie mansioni gli hanno fatto guadagnare il soprannome di “prefetto del popolo”.
Si è speso particolarmente in questioni riguardanti i beni confiscati alla mafia e, a questo proposito, il 26 luglio 2003 ha stipulato la “Carta degli impegni libera terra Trapani”, documento che consente di velocizzare le procedure di confisca dei beni ai mafiosi e di incidere tangibilmente sull’impoverimento del loro patrimonio.