«Legittimità della mia rappresentanza e il peso del voto popolare». Sono questi i due elementi che il vice presidente del consiglio comunale Barbara Vivona evidenzia nella replica fatta a Vito Fazzino, il coordinatore locale a Castelvetrano di Forza Italia che ieri ha “bacchettato” la consigliera dopo alcune esternazioni della Vivona. La docente azzurra, che in consiglio è la capogruppo di Forza Italia, si trova in America per lavoro ma dopo l’intervento di Fazzino ha tenuto a replicare. La divisione dentro casa degli azzurri a Castelvetrano è legata alla frattura tra l’ex deputato Tony Scilla, coordinatore provinciale del partito e l’attuale deputato Stefano Pellegrino. A Scilla fa riferimento Fazzino, la consigliera Gabriella Marchese e l’assessore Monia Rubbino (nipote di Fazzino), mentre a Pellegrino la Barbara Vivona.
«La sua convinzione (quella di Scilla, ndr) è che i voti degli elettori non contano nulla dopo le elezioni rivela una profonda distorsione dei principi democratici e rappresentativi», dice la Vivona, pronta a ribadire come avvengono «scorrettezze procedurali e morali alle quali siamo ormai abituati». Barbara Vivona rivendica, dunque, una posizione riconosciuta dagli elettori: «Quale titolo o incarico specifico ha il signor Vito Fazzino per arrogarsi il diritto di negarmi la facoltà di parlare a nome del partito?». E la Vivona aggiunge: «Questo modo di fare politica non ci interessa minimamente. Potete tranquillamente assumere tutti i ruoli e spartirvi tutti gli incarichi politici disponibili. Un dato è ormai certo e noto a tutti: non esistono interlocuzioni, Forza Italia è divisa in due gruppi».











