Aria di cambi con strascichi di polemica in casa Folgore dove l’assemblea dei soci ha sfiduciato l’argentino Diego Danilo Di Tomaso (in foto) che ricopriva la carica di vice presidente. Una decisione «ingiusta e illegittima» l’ha definito Di Tomaso in una nota inviata ai giornali. Il cittadino argentino era entrato in società lo scorso giugno come vice presidente (prendendo il posto di Danilo Mapelli) e, secondo quanto afferma, avrebbe trasferito alla società 30 mila euro per debiti pregressi e per garantire l’iscrizione della squadra al campionato d’Eccellenza; «successivamente – chiarisce nella nota – ho investito ulteriori 15 mila euro per ristrutturare l’alloggio dei calciatori». «I 30 mila euro versati da Di Tomaso rappresentano la quota d’ingresso in società – replica il presidente della Folgore, Margherita Barraco – e di questi la metà sono stati utilizzati per l’attuale gestione della squadra, tutte spese documentabili».
Secondo quanto scrive nella nota, Di Tomaso è stato «sistematicamente escluso dalla gestione»; «non è vero – replica la Barraco – perché aveva tutti parametri d’accesso, anche al profilo societario in Lega e, da vice presidente, anche gli strumenti bancari per operare». Di Tomaso, altresì nella nota, fa riferimento a «un fatto gravissimo, ossia che il 19 agosto scorso, in occasione della ripresa degli allenamenti, ai calciatori Massimiliano e Giuliano Foglia è stato impedito l’accesso allo stadio “Paolo Marino”». E Di Tomaso conclude: «la Folgore deve essere un rifugio di speranza, un luogo di integrazione e di sogni condivisi, per questo, anche se si tenta di allontanarmi, il mio impegno rimane intatto».
Intanto in società sono stati annunciati nuovi ingressi nella dirigenza. Si tratta di Christian Carrara, Giancarlo Travagin, Pietro Meccia e Raffaele Palma. Nomi che ha reso pubblici la presidente Margherita Barraco che ha, altresì, annunciato ingresso di ulteriori soci nelle prossime settimane.

Diego Danilo Di Tomaso










