I blocchi di cemento sono stati posti davanti l’ingresso che conduce verso le loro case. Due New Jersey che, di fatto, sbarrano l’ingresso a tre abitazioni dove vivono le famiglie Calia, Dridi e D’Angelo. Nell’incredibile situazione saltata fuori con la bonifica dell’ex aeroporto militare di Castelvetrano, quella di queste tre famiglie è una storia davvero paradossale. Perché, da un’ora all’altra, si sono ritrovati bloccati senza potere uscire ed entrare da casa.

La via dove si trovano le loro case si chiama prolungamento di via Sapegno. E l’accesso è garantito solamente attraversando l’ex campo d’aviazione. In questi decenni mai nessuno li ha bloccati. C’è la palificazione di Enel e Telecom e, a ognuno di queste famiglie viene chiesto di pagare i tributi locali, «anche se qui i mezzi per raccogliere i rifiuti non si sono mai visti» ammette Anna Aguanno.

Maria e Anna Aguanno – Antonino Calia

La situazione che s’è creata ora, è però davvero rischiosa. Perché i blocchi di cemento non solamente sbarrano l’ingresso alle loro macchine, ma anche ai mezzi di soccorso. «In caso di bisogno come potrà passare un’ambulanza?» si chiede Antonino Calia. A bonificare i 110 ettari dell’ex zona militare e a sbarrare gli ingressi (per evitare, nuovamente, che sia consentito l’accesso agli incivili che scaricano abusivamente i rifiuti) è stata l’Agenzia del Demanio che da 4 anni ha in gestione l’area.

Ma la storia di strade e regie trazzere in zona Fontanelle affonda nei decenni addietro. «Prima che venisse costruito l’aeroporto qui era tutta campagna – ricorda Salvatore Modica, 73 anni, che dal padre Andrea ha ereditato terreno e magazzino – dapprima arrivavamo da via Sapegno, poi, dopo che nacque l’ex aeroporto, entravamo da una regia trazzera conosciuta come la Polveriera. Qui c’era un militare che ci controllava in entrata e in uscita».

Il resto è storia d’oggi. Di quasi trenta famiglie che, negli anni, hanno utilizzato – inconsapevolmente – le ex piste di rullaggio dell’aeroporto per arrivare nei terreni e nelle case. E che oggi si ritrovano le strade sbarrate. «Chiediamo al Comune che ci garantisca l’accesso alle nostre case – dice Anna Aguanno – noi paghiamo le tasse, abbiamo le case costruite con regolare concessione edilizia. Non siamo, certamente, cittadini di serie B….».

Salvatore Modica