L’associazione animalista “Animalisti Italiani” Onlus (www.animalisti.it) tramite il proprio coordinatore nazionale Enrico Rizzi con un formale atto indirizzato al sindaco Felice Errante e trasmesso per opportuna conoscenza al comandante della polizia municipale Vincenzo Bucca, ha diffidato il primo cittadino affinchè “voglia adottare tutte le misure che si riterranno opportune e necessarie, nel rispetto del benessere psico-fisico degli animali, per il contrasto del fenomeno del randagismo, avuto, in ispecie, riguardo alle iniziative veterinarie e sanitarie di controllo riproduttivo dei randagi nonché la cura degli stessi e gli altri pubblici servizi in materia igienico- sanitaria attuati dall’ASP, in esecuzione della l.r. 15/2000 e delle Linee Guida dell’Assessorato reg. alla salute in punto di presidi veterinari (canili ed ambulatori comunali per le sterilizzazioni) “.
Ecco il contenuto del documento inviato in data odierna tramite A/R
Gentile Signor Sindaco, la presente in nome e per conto dell’Associazione Animalisti Italiani Onlus, con sede legale in Roma, Via Tommaso Inghirami, n. 82, della quale sono Coordinatore Nazionale, e con il patrocinio del procuratore incaricato, Avv. Alessio Cugini, presso il cui Studio in Roma eleggo domicilio.
L’Associazione persegue il fine ultimo di perseguire (ed ottenerne l’abolizione, ove legalizzata, di) ogni forma di violenza e sfruttamento perpetrati a danno di un qualsiasi animale, oltre che ogni forma di discriminazione, sia essa culturale, religiosa, di specie, et similia. Nel raggiungere tale fine la medesima si avvale di una struttura operante, per il tramite di volontari, sull’intero territorio nazionale. Con specifico riguardo alla realtà di Castelvetrano, deve purtroppo darsi atto che giornalmente pervengono da tanti cittadini segnalazioni circa la presenza di diversi cani e gatti abbandonati che necessitano di urgenti cure sanitarie e/o mediche.
Il problema è poi acuito dal fatto che il canile municipale del Comune di Castelvetrano, già da diverso tempo, risulta essere sotto sequestro e ad oggi nulla è stato fatto per porre rimedio, il tutto a conferma del limitato intervento delle Istituzioni locali al fine di arginare tale piaga sociale. Vale in tal senso ricordare che ai sensi dell’art. 1, co. I della legge Regionale del 3 luglio 2000 n. 15, la Regione Sicilia in attuazione di quanto disposto dalla legge 14 agosto 1991 (Legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo) s.m.i., anche al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute, il benessere e l’ambiente, promuove la prevenzione del randagismo, la protezione e la tutela degli animali d’affezione e ne sancisce il diritto alla dignità di esseri viventi ed il rispetto delle esigenze fisiologiche ed etologiche, condannando ogni forma di maltrattamento, compreso l’abbandono.
Deve poi ulteriormente tenersi a mente che il servizio di prevenzione e controllo del randagismo è un servizio igienico-sanitario pubblico obbligatorio per i Comuni ai sensi della l. 281/91, della l.r. 15/2000 e del Regolamento di Polizia Veterinaria n. 320/1954, e che in tal senso il Sindaco è riconosciuto quale massima Autorità sanitaria locale (l. 833/1978 e d.lgs. 112/1998), di pubblica sicurezza (T.U.L.P.S. – R.D. n. 733/1931) e responsabile del benessere degli animali sul proprio territorio (D.P.R. 31.3.1979).
Che proprio tale posizione di garanzia impone al Sindaco di intervenire a fronte di situazioni di degrado socio-sanitario, e che in difetto si configura a suo carico almeno la fattispecie di cui all’art. 328 c.p. In ragione dell’indicata inerzia in cui risultano, dalle fonti acquisite, versare le istituzioni comunali palermitane nel far fronte all’emergenza della gestione del randagismo, Le rivolgo con la presente
Istanza e diffida
affinchè Ella voglia adottare tutte le misure che si riterranno opportune e necessarie, nel rispetto del benessere psico-fisico degli animali, per il contrasto del fenomeno del randagismo, avuto, in ispecie, riguardo alle iniziative veterinarie e sanitarie di controllo riproduttivo dei randagi nonché la cura degli stessi e gli altri pubblici servizi in materia igienico- sanitaria attuati dall’ASP, in esecuzione della l.r. 15/2000 e delle Linee Guida dell’Assessorato regionale alla salute in punto di presidi veterinari (canili ed ambulatori comunali per le sterilizzazioni).
Si precisa sin da ora che si rimane in attesa di urgenti rassicurazioni ex Legge 241/90 ed in caso di inadempienza della adita Autorità, per far fronte alle improrogabili esigenze di tutela del benessere degli animali e della salute pubblica, si provvederà ad adire l’Autorità Giudiziaria ordinaria, segnalando l’omissione in cui la S.V. risulti essere incorsa.
Con ossequio. Sig. Enrico Rizzi
ANIMALISTI ITALIANI ONLUS
COMUNICATO STAMPA 12.11.2013
A parte il burocratichese; i tanti cani randagi che affollano le strade di CVetrano saranno ancora pericolosamente presenti o saranno allontanati seppure con le attenzioni del caso?
Aggiungerei alla diffida anche il fatto che agli animali si dovrebbe dar loro un tetto con il riscaldamento a metano,tutti i confort possibili ed immaginabili oltre ad una piacevole compagnia serale passata davanti la televisione.
Ma come si fa a portare avanti le problematiche evidenziate in diffida, quando è notorio che, purtroppo il comune di Castelvetrano versa in precarie condizioni economiche e che, sempre purtroppo, non si hanno i soldi per ovviare ai problemi più elementari che assillano oltremodo le vuote casse comunali.
Io non dico che non esiste il problema randagismo, ma, benedetto Iddio, trattiamolo con l’aiuyo di volontari, senza farlo diventare un problema che, addirittura, sfora nel penale.
Eviti il Presidente questi toni così poco concilianti e si dia da fare con il volontariato sul campo e non dietro i tavoli e con la penna in mano.
“in ragione dell’inerzia in cui risultano versare le istituzioni comunali palermitane”…sintassi a parte, non hanno nemmeno controllato il ‘copia-incolla’.. Questa della ‘discriminazione culturale e religiosa nei confronti degli animali’ poi…non so a voi, ma a me fa proprio ridere…
francamene mi sembrano discorsi e prese di posizioni di marziani, dove vive il sig. RENZI ? Con tutto il rispetto per il benessere pisco-fisico degli animali “Ella” farebbe meglio a prendere a cuore il benessere dei propri “simili” alias “genere umano” afflitti dalla piaga della disoccupazione e che altrettanto quanto i suoi amati animali versano nel più disagio economico. Con ossequio.
aggiungo inoltre che se proprio si devono adottare dei provvedimenti questi sono doverosi ed in funzione principalmene della tutela dell’incolumità del “genere umano” minacciato dai branchi di animali randagi, e poi, ma solo molto poi, nell’interesse degli stessi animali. “Con ossequio”.
Ma cosa dite, al sig. Renzi e al suo avv. i cittadini stanno a cuore più di quanto pensiate… In tutta la lettera è stato fatto ben UN riferimento al genere umano menzionando la tutela della salute pubblica al penultimo rigo! E questo è segno di una grande sensibilità e di un alto senso civico se si considera che alla associazione animalista sono giunte solo segnalazioni di animali bisognosi di cure e NON DI CITTADINI TERRORIZZATI, FERITI E MORTI per attacchi da parte “tenere bestiole”!
Ho visto il servizio fotografico che c’è questo mese su Focus sugli animali degli zoo.Il progetto si chiama “Captive” che significa “prigioniero” e che penso ci debba far riflettere sul concetto che abbiamo di zoo. Anche se i presupposti sono buoni bisogna poi vedere come vengono gestiti. Voi di che