Il vice presidente di Italia viva, l’onorevole Davide Faraone è stato stamattina in visita nel Belìce che, come tutto il Trapanese, sta soffrendo per l’emergenza idrica. Faraone ha fatto tappa alla diga Garcia: «l’invaso è ridotto a poco più di una pozzanghera, mezzo milioni di metri cubi d’acqua, praticamente nulla. Se tale stato comatoso è frutto di un mero errore o di dolo lo copriremo attraverso l’esposto che ci accingiamo a presentare in Procura», ha detto Faraone. Insieme all’onorevole palermitano c’era Fabrizio Micari e i due hanno incontrato i sindaci di Partanna Francesco Li Vigni e di Santa Ninfa Carlo Ferreri e il vicesindaco di Poggioreale Giovanni Vella.

L’invaso Garcia forniva acqua a circa 150 mila abitanti della provincia. Oggi l’acqua viene fornita col contagocce. «A Poggioreale la fornitura di acqua è stata dimezzata da 4 a 2 litri/sec, come a Santa Ninfa da 20 a 10 litri/sec. A Partanna intere zone della città non possono essere approvvigionate e si deve ricorrere alle autobotti. La Regione, che è direttamente responsabile di tutto quanto è accaduto, adesso brancola nel buio alla ricerca di soluzioni: trasferire acqua dal lago Arancio all’invaso Garcia, portare acqua da altri pozzi del Trapanese, usare l’acqua (poca e costosissima) del dissalatore di Trapani appena realizzato, non ancora avviato e comunque insufficiente», ha detto ancora Faraone. Mercoledì a Palermo i sindaci del Belìce incontreranno il vice presidente della Regione Luca Sammartino.

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