È arrivato ieri da Genova a Castelvetrano e si fermerà sino alle elezioni, Antonino Giaramita, 57 anni, uno dei candidati sindaco alle prossime amministrative a Castelvetrano e l’unico “forestiero” tra quelli che scenderanno in campo. Giaramita è nato in città ma dall’81 ha vissuto in giro per l’Italia perché arruolato nella Guardia di Finanza; la sua ultima città, prima della pensione, è stata Genova, dove vive con la moglie e i suoi tre figli. La sua prima esperienza in politica risale al ’94, quando, per venti voti, non divenne consigliere provinciale. Ma la sua passione è nata con l’ex sindaco e senatore Peppe Bongiorno: «Sono stato sempre un idealista».

Perché la scelta di scendere in campo da candidato sindaco a Castelvetrano?

«Per lavoro sono stato costretto a girare l’Italia e mi è sempre mancato il rapporto privilegiato con la mia città. Mi sono dovuto allontanare dalle radici, per cause di forza maggiore, e quest’occasione è quella che mi consentirà di riprendermele. In giro per l’Italia ho acquisito tante conoscenze e opportunità che ora vorrei mettere a disposizione della mia città».

Quali, ad esempio?

«Io non sono abituato a raccontare favolette. Conosco tanti imprenditori che mi hanno assicurato investimenti nel momento in cui diventerò sindaco. Uno su tutti è il progetto di un Centro pilota per lo smaltimento dei rifiuti. È necessario che le imprese e il commercio ripartano. Ricordo da ragazzino che corso Vittorio Emanuele era pieno di negozi, ora vendo tanti affittasi. Questo mi duole il cuore».

Ha una “ricetta” speciale per la burocrazia del Comune?

«Una volta, per una questione che mi riguardava, chiamai in un Ufficio comunale e chi mi rispose mi disse: “Ma non poteva cercare un altro dipendente?”. Voglio solo ricordare che l’Italia, come c’è scritto nella Costituzione, è una Repubblica fondata sul lavoro. Chiunque deve impegnarsi in questo senso, consentendo a chi vuole fare impresa di poterlo fare. Ma non col clientelismo, ma con la professionalità degli Uffici».

Che campagna elettorale vorrà condurre?

«Voglio essere protagonista di una campagna elettorale improntata al rispetto e all’educazione. Mi sono reso conto che ci sono tante persone che non credono più nelle istituzioni. Il mio impegno sarà diretto a ricreare questo rapporto tra cittadino e istituzioni. Sarà un’impresa difficile ma a me piacciono le battaglie impossibili».