«Non date acqua dalla diga Delia agli agricoltori». In un momento di siccità cronica sembra un paradosso che c’è qualcuno che dica questo. E, invece, l’associazione “Guardiani del territorio” lanciano l’appello che «nasce da un profondo senso di responsabilità». La diga Delia di Castelvetrano attualmente contiene appena un milione di metri cubi d’acqua e per affrontare l’intera stagione irrigua ne servirebbero quattro. Dare l’acqua significa accontentare qualcuno e lasciare scontenti un grosso fronte di agricoltori. Ma i “Guardia del territorio” pongono una ulteriore criticità. Ossia quella che la diga ha uno sbarramento in argilla e un ulteriore abbassamento del livello dell’acqua potrebbe causare danni strutturali permanenti alla tenuta del bacino. «Un abbassamento eccessivo del livello dell’acqua comporterebbe una moria di pesci, con graviconseguenze ecologiche, igienico-sanitarie e di inquinamento del bacino stesso», spiegano. Il rischio, dunque, «è quello di trasformare un serbatoio d’acqua dolce in una palude maleodorante e insalubre». Oggi bisogna salvare la diga, è quello che vogliono i “Guardiani del territorio”.











