Tommaso Bertolino di Castelvetrano, già consigliere comunale, è stato assolto dal giudice Bruno Vivona del Tribunale di Marsala dal reato di diffamazione a mezzo web con la formula «perché il fatto non costituisce reato». A querelarlo era stato l’ex sindaco Enzo Alfano dopo che Bertolino aveva scritto frasi ritenute offensive nei confronti dell’Amministrazione. Nello specifico, in un post su Facebook l’ex consigliere – difeso dall’avvocato Giovanna D’Angelo – scrisse questi testuali parole: «gli scappati di casa fino ad oggi sono andati dietro a incarichi con procedura di somma urgenza ad amici e parenti stretti; a riempirsi i sottoscala di buoni spesa in tempo di Covid; a fare il latin lover; a garantire fissa sistemazione mediante procedure e commissioni organizzate ad hoc; giusto per comprendere l’enorme lavoro svolto in questi quattro anni di governo». L’ex sindaco Alfano lo querelò e il Comune si è costituito parte civile nel procedimento penale tramite l’ufficio legale dell’ente, chiedendo un risarcimento di 20 mila euro. Alfano, invece, chiese un risarcimento di 50 mila euro.
Già a maggio scorso Tommaso Bertolino venne assolto per un altro analogo fatto, «perché il fatto non costituisce reato». Anche in quell’occasione, in un post su Facebook, espresse parole ritenute offensive dall’ex sindaco Enzo Alfano. In prima battuta il gip del Tribunale di Marsala lo condannò al pagamento di 600 euro di multa. Bertolino si oppose e chiese il giudizio immediato. Nel corso del processo è stato provato dalla difesa dell’imputato che quest’ultimo aveva fondato il post su un fatto vero, ossia su un affidamento di lavori pubblici a una ditta intestata alla cognata di un consigliere comunale in carica, e che Bertolino aveva legittimamente esercitato il diritto di critica politica, esimente che ha escluso il fatto di reato.

L’avvocato Giovanna D’Angelo e Tommaso Bertolino.











