Sono sette le medaglie d’onore consegnate in Prefettura a Trapani ai familiari dei militari italiani deportati o internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra durante l’ultimo conflitto mondiale. La consegna è avvenuta nell’ambito delle iniziative commemorative legate alla Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale (istituita con la legge 13 gennaio 2025, n. 6). I sette italiani della provincia di Trapani alla cui memoria sono state consegnate le medaglie d’onore sono: Michele Augugliaro – nato a Erice – che dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 fu catturato dalle truppe tedesche e, avendo rifiutato di continuare la guerra al fianco del nazifascismo, venne classificato come Internato Militare Italiano (IMI) e deportato nello Stammlager V-A di Ludwigsburg, dove fu costretto al lavoro coatto. Durante la prigionia affrontò privazioni e sofferenze senza rinunciare alla propria dignità. Nell’aprile 1945 riuscì a fuggire e affrontò un lungo viaggio a piedi dalla Germania alla Sicilia per fare ritorno alla sua famiglia. Sebastiano Cardella, trapanese, che venne internato nello Stalag IX/C, Arbeitskommando 1404. Vincenzo Giordano, di Marsala, venne deportato in Germania come Internato Militare Italiano (IMI). Fu rinchiuso nello Stalag IV F, dove rimase in condizioni di prigionia e lavoro coatto fino alla liberazione nel 1945, prima di fare rientro in Italia. Pietro Di Giovanni di Valderice, nel 1943 venne catturato dalle truppe tedesche e deportato in Germania, nel lager nazista di Mauthausen, dove rimase internato fino al luglio 1944. Michele Drago di Campobello di Mazara, catturato dai tedeschi, fu deportato in Germania e internato in un lager come Internato Militare Italiano (IMI) il 12 settembre 1943. Francesco Fulgo, anche lui di Campobello, fu internato nei pressi di Lipsia, nello Stalag I A, dove rimase fino al luglio 1945, sottoposto a lavori forzati, privazioni alimentari e durissime condizioni di vita. Liberato dopo quasi due anni di prigionia, fece ritorno in Sicilia nell’agosto 1945. Angelo Carollo di Valderice, fu internato nel lager nazista di Dachau, dove rimase fino al 29 luglio 1945.












