Per capire quanto contino gli sponsor nella pallavolo italiana basta leggere un calendario di SuperLega. Credem Banca compare nel nome ufficiale del campionato; sulle maglie e persino nelle denominazioni delle squadre troviamo Itas, Gas Sales, Bluenergy, Rana, Cucine Lube e Valsa Group. Non è una presenza accessoria: le partnership commerciali sono ormai una delle componenti strutturali del volley professionistico.

I settori coinvolti, però, sono molto diversi tra loro. Banche, assicurazioni, energia, alimentare, automotive, tecnologia, abbigliamento, arredamento e servizi convivono nello stesso ecosistema. Fuori da questo insieme di sponsor tradizionali esistono anche settori dell’intrattenimento regolamentato, con prodotti come le slot machine, presenti sia in forma fisica sia nella loro versione online.

Quando il marchio entra nel nome della squadra

Nel calcio siamo abituati a vedere lo sponsor sul petto. Nel volley il rapporto può essere molto più stretto: il marchio diventa spesso parte del nome con cui la squadra viene conosciuta durante tutta la stagione.

Succede con Itas Trentino, con Gas Sales Bluenergy Piacenza, con Rana Verona e con Cucine Lube Civitanova. Lo stesso principio vale per il campionato, che dal 2018 porta il nome di Credem Banca.

È una peculiarità che dà allo sponsor una visibilità molto diversa rispetto a quella garantita da un semplice pannello pubblicitario. Il nome viene pronunciato nelle telecronache, compare nelle classifiche, nei calendari e negli articoli di giornale. Finisce, insomma, per entrare nel linguaggio quotidiano del campionato.

Ma sarebbe riduttivo pensare che tutta la sponsorizzazione della SuperLega funzioni così: dietro ai marchi più visibili esistono decine di partnership più piccole, sponsor tecnici, fornitori e aziende presenti sui led, sulle maglie o negli spazi dell’arena.

A Monza lo sponsor fa parte di una rete di imprese

Vero Volley è un buon esempio di quanto questo sistema possa diventare articolato. Tra le partnership comunicate dal Consorzio per la stagione 2025-2026 compaiono realtà provenienti da settori molto diversi: Freddy nell’abbigliamento sportivo, ASUS Business nella tecnologia, Auto Pancotti nell’automotive, BrianzAcque nei servizi idrici, Isokinetic nella medicina e riabilitazione sportiva e AccessiWay nell’accessibilità digitale.

La varietà emerge anche dalla rete di partner presentata da Vero Volley, che comprende collaborazioni commerciali, tecniche e territoriali.

Secondo la nostra analisi, è proprio questa varietà a spiegare meglio il modello rispetto alla ricerca di un singolo “settore dominante”. La pallavolo mette insieme partner che cercano cose differenti: visibilità nazionale, legame con il territorio, hospitality oppure relazioni con altre imprese.

Vero Volley, per esempio, organizza eventi B2B dedicati ai partner e una Sponsor Cup, mentre gli spazi dell’Arena possono essere utilizzati per meeting e attività aziendali.

C’è chi mette il nome, chi fornisce servizi e chi punta sul territorio

Non tutti gli accordi, quindi, hanno lo stesso peso o la stessa funzione.

  • Un title sponsor lega direttamente il proprio marchio alla squadra.
  • Un partner tecnico fornisce normalmente divise, materiale da allenamento e merchandising.
  • Altre aziende acquistano spazi di visibilità o affiancano il club in attività specifiche.

Ci sono poi casi in cui il legame territoriale conta quanto l’esposizione mediatica.

Auto Pancotti, ad esempio, è stata partner di Vero Volley e title sponsor delle formazioni Under 19 e Serie B. BrianzAcque ha accompagnato la presenza commerciale con iniziative dedicate all’acqua e alla sostenibilità.

È un modello che si ritrova anche altrove. Trentino Volley, per esempio, organizza la propria rete commerciale distinguendo tra title sponsor, golden sponsor e partner tecnici, riunendo aziende provenienti da comparti molto diversi.

Alimentare, energia e finanza ricorrono spesso tra gli sponsor principali

Se si guardano le denominazioni delle squadre e i principali sponsor, alcuni comparti emergono più frequentemente.

L’alimentare è forse il più immediato: Rana a Verona e numerosi produttori di cibo e bevande presenti nei diversi sponsor pool. Cucine Lube appartiene invece al settore dell’arredamento e della produzione di cucine. Finanza e assicurazioni hanno esempi altrettanto evidenti in Credem e Itas.

Energia e utility rappresentano un altro gruppo importante. Gas Sales e Bluenergy compaiono insieme a Piacenza, mentre Dolomiti Energia e BrianzAcque mostrano come il settore possa entrare nella pallavolo con forme molto diverse.

Negli ultimi anni si è fatta più evidente anche la tecnologia. ASUS Business, per esempio, è entrata nell’ecosistema Vero Volley, mentre AccessiWay ha lavorato sull’accessibilità digitale del Consorzio.

Il settore del gioco con vincite in denaro segue invece regole specifiche. L’articolo 9 del Decreto Dignità, come riepilogato da AGCOM, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, comprese le manifestazioni sportive.

Non esiste però un dato pubblico unico che permetta di stabilire quanto pesino, in percentuale, gli sponsor sui bilanci di tutte le società di SuperLega. Le strutture economiche dei club non sono identiche e anche il valore dei singoli accordi cambia sensibilmente.

La sponsorizzazione nella pallavolo italiana appare quindi come una rete composta da settori, dimensioni e obiettivi commerciali differenti.

La presenza del gioco nel dibattito sulle sponsorizzazioni sportive non cambia un punto essenziale: puntare denaro può comportare perdite economiche.

 

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