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Dagli scarti derivanti dalla macinazione dell’uva nascono creme, spray per il benessere e mangimi per gli animali. Si chiama “Smiling” il progetto giunto in dirittura d’arrivo e che ha visto la partecipazione attiva di due società di Campobello di Mazara – la “Bono & Ditta Spa” e la “Gesan”. Tra le 4 aziende coinvolte (c’è anche l’Università di Palermo) la “Bono & Ditta Spa” ha fatto da capofila, mentre la Gesan ha partecipato nella preparazione dei prototipi. Alla base del progetto di ricerca e sviluppo c’è stato il concetto dell’anti-spreco che è il fondamento della cosiddetta economia circolare, quella cioè del “non si butta via niente”. Nello specifico proprio presso la “Bono & Ditta Spa” dopo la pigiatura dell’uva gli scarti solitamente venivano smaltiti ed eliminati. Con questo progetto vengono, invece, riutilizzati.

I risultati del progetto sono stati presentati oggi a palazzo Steri di Palermo: per la “Bono & Ditta Spa” c’erano Fabio e Mariella Ditta, per la “Gesan” Mauro e Sonia Cudia. Durante le diverse fasi del progetto – durato 4 anni – sono state separate le bucce dalle bacche con i semi ed è stata estratta dai vinaccioli la loro componente oleosa. Una volta estratto l’olio, è stato analizzato per capire il tipo di molecole che contiene ed è stato iniziato l’iter per la determinazione delle attività biologiche. Il ruolo chiave lo fanno i polifenoli. Ne è nata una crema anti-età ma anche uno spray per la gola, mentre dalla farina prodotta dai semi d’uva verrà utilizzata come integratore nei mangimi per i polli. Le altre due aziende coinvolte nel progetto sono la “Polilab” di Catania e la “Leocata Mangimi Spa” di Modica. Il progetto è stato finanziato coi fondi del PO FESR 2014-2020 – Azione 1.1.5.

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