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Anche a Castelvetrano le scuole saranno chiuse da lunedì 17 gennaio e gli studenti seguiranno le lezioni da casa. Sara firmata lunedì mattina l’ordinanza di avvio della DaD (Didattica a Distanza) e della chiusura dei plessi scolastici. Lo ha anticipato questa sera il sindaco Enzo Alfano alla redazione di CastelvetranoSelinunte.it. Già nel pomeriggio avevano fatto la stessa scelta molti altri sindaci della provincia: quello di Trapani, Petrosino, Partanna, Marsala, Salemi. Il fronte delle scuole divide ancora i sindaci della provincia di Trapani che ieri hanno incassato il parere favorevole dell’Asp di Trapani, nel quale è chiarito che «gli attuali indici di incidenza dell’attuale variante ‘Omicron’ sono in incremento in Italia» e, quindi, l’ente ha detto sì all’adozione della didattica a distanza per un periodo non superiore a dieci giorni. Per molti sindaci quel parere è stato il “lascia passare” per firmare le ordinanze di chiusura dei plessi scolastici già a partire da lunedì (e per una settimana) e la ripresa delle lezioni in dad.

Ma può un sindaco disporre la dad per gli istituti scolastici e chiudere le scuole? Il pronunciamento del Tar per Messina, Palermo e Agrigento (i cui giudici, di fatto, hanno annullato le ordinanze di chiusura firmate dai sindaci) preoccupa alcuni primi cittadini. Una preoccupazione nascosta che non viene resa pubblica. I sindaci oggi, però, si muovono sulla base della classificazione in zona arancione di tutti i comuni della provincia e dell’ordinanza di Musumeci che ha stabilito che in Sicilia il potere dei sindaci di stabilire la DAD sussiste anche in zona arancione. «La Regione non può derogare alla norma nazionale che ha stabilito il presupposto per l’esercizio del potere di ordinanza dei sindaci nel settore dell’organizzazione delle attività didattiche – chiarisce Vito Bonanno, Segretario generale del Comune di Alcamo – lo Stato, unico competente in questa materia come hanno già sottolineato i Tar, ha deciso che il potere sindacale può essere esercitato solo nelle zone rosse e non già anche in quelle arancioni».

E Bonanno aggiunge: «I sindaci possono sospendere l’attività didattica solo in presenza di ragioni straordinarie legate a specifiche situazioni locali attestate dall’Asp – chiarisce – non per il solo fatto di essere classificati zona rossa e, qui in Sicilia, in zona arancione. Serve una motivazione sulla concreta situazione locale non già un generico rinvio alla situazione generale». Il Tar, già nei dispositivi che hanno sospeso le ordinanze dei sindaci di Messina, Palermo e Agrigento, chiarisce che la zona arancione o rossa è il presupposto che radica il potere di ordinanza in astratto, «ma per essere esercitato in concreto serve dimostrare una situazione di particolare emergenza che può riguardare anche singole scuole e non già generiche preoccupazioni per l’impennata dei contagi» chiarisce ancora Bonanno.

Affinché, dunque, i sindaci possano firmare ordinanze di sospensione delle attività didattiche devono esserci situazioni particolari e ulteriori rispetto a quelle che hanno giustificato la classificazione in zona rossa. Intanto da lunedì nei Comuni dove i sindaci hanno firmato le ordinanza le lezioni saranno avviate in dad e non in presenza.

 

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