Una riunione per verificare come – nel caso in cui si dovessero attivare i protocolli di controllo per casi sospetti di coronavirus – gli enti istituzionali si muoveranno. A convocarla per oggi pomeriggio a Trapani è stato il Prefetto Tommaso Ricciardi, riunendo tutti i sindaci dei 24 paesi della provincia e poi Asp Trapani, l’Ufficio di sanità marittima e aerea, Vigili del fuoco, Protezione Civile, 118 e le Forze dell’ordine. Il direttore generale dell’Asp Trapani, Fabio Damiani ha illustrato tutti i protocolli al momento in vigore, da quello dell’Oms, del Ministero e dell’Assessorato regionale alla salute. Gli ospedali “Sant’Antonio Abate” e “Vittorio Emanuele II” di Castelvetrano sono state individuati come strutture territoriali di riferimento.

Per affrontare l’attuale situazione in Italia, il Consiglio dei Ministri, lo scorso 31 gennaio, ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria. Già il 22 gennaio è stato istituito il Comitato Operativo della Protezione Civile per il rischio sanitario legato alla diffusione del Coronavirus.

Sono in campo i controlli a tutti i livelli. Anche l’Associazione Nazionale Nucleo Operativo Emergenze, iscritta nell’elenco territoriale e operante nel campo dell’assistenza sanitaria e sociale, ha dato la propria disponibilità, di presidio o di supporto, a rafforzare il personale medico e sanitario nei punti di maggiore affluenza in ingresso del territorio siciliano (quali aeroporti, porti, traghetti).

Intanto, quanto successo ieri sera presso il pronto soccorso dell’ospedale di Castelvetrano, dove è arrivato S.V., 33 anni, con febbre, si sarebbe rivelato come un “eccesso precauzionale” non necessario, adottato dal personale, con distribuzione di mascherine. «Il paziente è stato classificato come non sospetto» ha ribadito il direttore generale dell’Asp Trapani, Fabio Damiani. Il giovane (che ha riferito al personale addetto al Triage di essere stato in crociera) accusava anche dissenteria e si trova ora ricoverato in Chirurgia per sospette coliche.

Un altro caso simile si verificò giorni addietro all’ospedale di Pantelleria, dove è arrivata una cittadina cinese con febbre. La signora era rientrata sull’isola da Hong Kong ma da almeno 15 giorni, cioè fuori il periodo di incubazione di un eventuale coronavirus. Anche in quel caso il paziente è stato classificato come «non sospetto».