Con la prospettiva di una colossale pandemia era partita la corsa all’acquisto dei farmaci per l’immunizzazione, ma l’allarme si è rivelato esagerato rispetto alla diffusione dell’H1N1. E così ora c’è la corsa tra chi cerca di disfarsi degli stock e chi cerca di stanare gli untori.

Fare luce sul massiccio acquisto di vaccino contro l’influenza A, sull’allarme diffuso a sproposito e sugli arricchimenti e il danno per le casse dello Stato”. Lo chiede il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, che aggiunge: “Su questa storia dei vaccini sarà forse il caso di fare luce in Parlamento. Alla prova dei fatti l’influenza di quest’anno si è rivelata simile a quelle del passato e per molti versi più leggera. Ricordo gli errati inviti in pieno luglio a chiudere le scuole a settembre, che il ministro Gelmini e io stesso con lungimiranza stroncammo“.

Gasparri sottolinea: “Come ai tempi dell’epidemia aviaria, si comprano quantità ingenti di vaccini poi non utilizzati. Difficile non pensare a manovre speculative a livello planetario di spregiudicate multinazionali, così potenti da condizionare una informazione che, con il suo allarmismo, diventa scendiletto di pescicani che non godranno impuniti dei loro illeciti profitti. La sanità di tutto l’occidente ha accumulato altri debiti. Non finisce certo qui. Ne stiano certi. Bisogna capire se chi ha guadagnato senza ragione potrà restituire le risorse accumulate a colpi di bugie“. Ma al di là delle ispezioni investigative di Gasparri, sulle quali nutriamo forti perplessità, c’è da dire che abbastanza discretamente già da due mesi la Francia sta cercando di vendere all’ estero le dosi avanzate dei suoi vaccini, acquistati questa estate, quando le autorità temevano un’epidemia molto più grave di quello che poi si è rivelata nella realtà dei fatti.

UNA E’ MEGLIO DI DUE
Citando fonti dei ministeri della Salute e degli Affari Esteri, il quotidiano Le Parisien riporta che già il 1 ° novembre, il ministero della Salute francese aveva ricevuto una nota dall’Agenzia europea dei medicinali (EMEA) che indicava come una singola iniezione di vaccino potesse essere sufficiente a proteggere dal virus, anziché le due dosi, come gli esperti avevano in precedenza sostenuto. “Quel giorno, ci siamo resi conto che con i 94 milioni di dosi acquistate nel mese di luglio, avevamo un bel po’ di vaccini di troppo“, ha affermato il Dipartimento e nel corso di una riunione presieduta dal ministro Roselyne Bachelot, è stata quindi presa formalmente la decisione di vendere i vaccini ai paesi che ne avrebbero fatto richiesta. Tali vendite si aggiungerebbero ai 9,4 milioni di dosi che il presidente Sarkozy aveva già deciso di donare all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per i paesi più poveri. Una operazione congiunta è stata così condotta da metà novembre tra il ministero degli Affari Esteri e quello della Salute verso le ambasciate straniere. I diplomatici sono stati invitati a riferire rapidamente a Parigi, qualora il Paese dove operano dovesse riportare una carenza di vaccini. “Abbiamo lavorato insieme su questo tema con le squadre del Ministero della Salute”, affermano fonti del ministero degli Esteri.


SEGRETO MA NON TROPPO
La questione della vendita dei vaccini è stata discussa brevemente dalla cellula di crisi interministeriale per l’ influenza A, “la signora Bachelot ha dichiarato che i negoziati erano in corso con vari paesi, ma senza fare nomi, per motivi di riservatezza – afferma Gerard Gachet, portavoce del gruppo al ministero degli Interni – e l’ Eliseo che è regolarmente informato ha il potere di convalida definitiva sulle trattative”. Ma è noto che i negoziati sono stati subito intrapresi con Qatar ( che ha acquistato 300.000 dosi ), Egitto ( in trattativa per 2milioni di dosi ), Messico, Bulgaria, Romania e Ucraina. La Francia ha comunque adottato una posizione di principio: si vende al prezzo che ha comprato i quattro tipi di vaccino (ad esempio: 6,25 € per dose per la Sanofi-Pasteur, 7 € per la GSK, 9,34 € per la Novartis e 10 € per The Baxter). I paesi candidati sono quelli che non hanno potuto ottenere il farmaco abbastanza presto. Ma il problema sarà affrontare la concorrenza internazionale di altri stati europei che vogliono vendere i loro vaccini in esubero.

CONCORRENZA SLEALE
E’ il caso dell’ Ucraina, dove sia la Francia che la Germania hanno presentato offerte alle autorità locali. Anche la Svizzera e i Paesi Bassi (che cercano di rivendere 19 delle 34 partite in eccesso che avevano comprato) hanno apertamente messo in vendita alcune delle loro scorte. Per il professor Marc Gentilini, specialista in malattie infettive ed ex presidente della Croce Rossa francese, si tratta di un pasticcio che era largamente prevedibile: “Siamo di fronte a un fenomeno galoppante che mi spinge alla disperazione” ha affermato all’ AFP, in un giudizio molto severo verso la cosiddetta vaccinazione di massa, “giocare col fuoco non vuol dire necessariamente giocare bene e questo va a scapito di altri problemi di salute pubblica, nazionale o internazionale, soprattutto perché, data la già provata mutazione del virus, questi vaccini possono nel lungo periodo non rispondere più al tipo di virus in circolazione“. Per l’ Oms “è prematuro affermare che l’epidemia si sia fermata a livello mondiale”. Nel frattempo però la Francia cerca di ammortizzare almeno una parte degli 869 milioni di euro spesi che è la maniera più rapida rispetto alla ricerca degli speculatori che ripaghino l’ intera comunità. E c’è da scommettere che alla prossima pandemia ce ne saremo già dimenticati.

fonte. http://www.giornalettismo.com