[di Enzo Napoli] Nel gennaio del 2017, in occasione della presentazione di due medaglie con l’effige di Carlo D’Aragona, individuate da me per la prima volta, avevo reso noto in quale altre opere si trovassero le immagini del detto personaggio. Per l’occasione avevo espresso il rammarico che sia i vari storici non locali sia noi studiosi ed appassionati locali non eravamo riusciti ad individuare, nonostante ricerche durate anni, un ritratto ufficiale e di buona qualità del principe. Oggi finalmente, grazie ad un ritrovamento da parte di NINO CENTONZE , disponiamo del ritratto ufficiale di Carlo D’Aragona.

La tela, non più reperibile, si trovava presso un antiquario di Milano ed è già stata venduta ad un acquirente anonimo. Fortunatamente, nonostante ciò, disponiamo dell’immagine. La tela misura cm. 99×124 ed è contenuta entro una elaborata e preziosa cornice dorata. E’ copia ripresa dall’originale, realizzata intorno al 1640 da un pittore lombardo. Don Carlo è raffigurato a tre quarti in piedi, rivolto quasi frontalmente con lo sguardo verso il pittore. Forse fu eseguito per commemorare la concessione dell’onorificenza appena ottenuta dell’antico Ordine cavalleresco del Toson d’oro, di cui si ravvisa, nel ritratto, il collare. Carlo ha la mano destra poggiata sul bastone del comando e la sinistra sul fianco. L’armatura, riccamente intarsiata color oro, emana vividi bagliori ed è attraversata dalla cinghia che regge la spada di cui vediamo il pomo. Sul braccio sinistro è avvolta una fascia rossa che potrebbe indicare il grado militare; sempre alla sua sinistra, su un tavolo sta poggiato l’elmo che copre parzialmente i guanti. Il principe porta una vistosa gorgiera che sembra sostenere il collo snello e la nobile testa. I capelli brizzolati cadono in un ciuffo sulla fronte, la barba ed i grandi baffi sono quasi bianchi, in contrasto con le sopracciglia, nere sopra gli occhi cerulei.

Tenendo conto che il Toson d’oro gli è stato conferito nel 1585, Don Carlo in questo ritratto dovrebbe avere circa 65 anni (nacque infatti il 25-12-1521). Nella tela, in alto a destra, è riportata la legenda di identificazione del personaggio: DON CARLO D’ARAGONA DUCCA (sic!) DI TERRA NOVA.
Come detto, tale ritrovamento non è dovuto soltanto al caso, ma frutto di continue ricerche su internet che il Centonze effettuava da tempo. Quindi grazie a lui, si chiude definitivamente la ricerca di un qualche ritratto ufficiale di don Carlo, che sembrava inesistente o introvabile. Ulteriori notizie e chiarimenti saranno dati prossimamente nel II° volume “LA CITTA’ PALMOSA ………..”, in fase di completamento, di A. Giardina, F.S. Calcara e V. Napoli.

Per l’occasione, oltre a presentare l’immagine del ritratto in oggetto, proporremo anche gli altri ritratti raffigurati in soggetti vari in buona parte rintracciati anche dallo scrivente:

1 – La tela in oggetto


2 – In una piccola cappella del Palazzo Tagliavia-Pignatelli


3 – Nella tavola Palermo liberata dalla peste (presso il Museo Diocesano di Palermo)

4 – Nella tavola San Sebastiano la Trinità e Santi (presso la Chiesa di Sant’Agostino di Palermo)


5 – Nell’incisione pubblicata sul volume Informatione del pestifero e contagioso morbo del protomedico del Regno di Giovanni Filippo Ingrassia


6 – Nel disegno riproducente la medaglia che segue


7 – Nella medaglia in bronzo venduta in un’asta della Numismatica Varesi di Pavia


8 – Nella medaglia in bronzo presso il Museo del Prado di Madrid.

Infine, oltre che in un altro disegno riproducente la medaglia numero 8, probabilmente la figura loricata di Ruggero il normanno presso la Cattedrale di Mazara potrebbe rappresentare Don Carlo.

ENZO NAPOLI