Ricorso accolto con rimando in Appello solo per la parte civile. La Corte di Cassazione ha deciso così nel procedimento che riguarda la vicenda della morte del signor F.I. di Campobello di Mazara, avvenuta nel 2018, dopo che è stato dimesso dall’ospedale “Vittorio Emanuele II” di Castelvetrano. L’uomo è morto a casa per dissanguamento a distanza di pochi giorni dalle dimissioni dal reparto di Medicina del nosocomio. F.I. arrivò in pronto soccorso con acidosi metabolica e poi venne ricoverato in Medicina. Al momento delle dimissioni, il medico S.L. (poi finito sotto processo), che era di turno in Medicina, ritenne opportuno non togliere il catetere venoso femorale (che fu impiantato sull’uomo per un trattamento temporaneo a base di farmaci) e l’uomo, dopo pochi giorni a casa, se lo tolse morendo dissanguato.
Durante il processo di primo grado (il medico venne condannato a un anno e quattro mesi) è emerso, altresì, che l’uomo, durante il ricovero in ospedale, era abbastanza irrequieto al punto da togliersi il catetere vescicale; è stato evidenziato anche che l’uomo venne trattato con farmaci tranquillanti. Sempre in primo grado il giudice, in attesa di una definizione in sede civile, ha applicato delle provvisionali a 5 eredi. In Appello l’uomo è stato, invece, assolto dal punto di vista penale con revoca di quanto deciso in sede civile in primo grado. Gli eredi di F.I. (che si sono costituiti parte civile) si sono affidati agli avvocati Mariella Gulotta e Mario Bellavista che hanno presentato ricorso in Cassazione. La Corte l’ha accolto con rimando in Appello (sezione civile competente).

L’avvocato Mariella Gulotta.










