Il Belvedere è un grande quartiere dove abitano migliaia di persone. Nel tempo, oltre ai palazzi dell’Istituto Autonomo Case Popolari, sono nate decine di villette a schiera. Sono quelle delle cooperative “Amicizia”, “Athena”, “Domus”, “La fiamma” ed altre, le cui acque nere confluiscono in delle vasche di raccolta, a pochi metri dalle abitazioni.

L’area è recintata. Al suo esterno ci sono dei pozzetti pericolosamente aperti, così come aperto è il cancello. Aperte sono anche le botole al suo interno.

E spesso i liquami fuoriescono allagando il piazzale. Se le elettropompe non funzionano a dovere, vengono espulsi nella campagna circostante. Tra le erbacce c’è una canaletta e i liquami vengono assorbiti dal terreno. Su quel terreno poi pascoleranno le pecore.

Gli interventi di riparazione delle elettropompe non si contano più e la situazione va avanti da un bel po’ di tempo.
Anche questa volta si aspetteranno i finanziamenti.

Stanno infatti per arrivare 36 milioni di euro, con i quali il Comune dovrebbe risolvere tutti i problemi fognari di Castelvetrano, realizzando un nuovo depuratore e l’intera fognatura nella vicina borgata di Triscina.
Per fortuna, per ricevere i finanziamenti non si deve anche dimostrare di aver usato bene i soldi pubblici negli anni precedenti.
Sarebbe difficile spiegare all’Europa, che cosa ci fanno quei lampioni in fila, in aperta campagna, senza la strada sotto.

Egidio Morici
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