Non bastano gli interventi annunciati dalla Regione per placare la protesta contro il caro carburanti in Sicilia. Dopo la definizione del decreto che mette a disposizione 15 milioni di euro per sostenere gli autotrasportatori, associazioni di categoria e rappresentanti del mondo produttivo chiedono nuove misure, mentre iniziano a prendere forma le prime iniziative di protesta.

Autotrasportatori, agricoltori e associazioni di categoria chiedono interventi per fronteggiare l’aumento dei costi, mentre iniziano a prendere forma anche iniziative di protesta. Come riportato da ANSA, la CNA Sicilia ha chiesto al Governo regionale e all’Assemblea Regionale Siciliana di destinare 100 milioni di euro alle imprese nell’ambito della manovra correttiva in discussione a Palazzo dei Normanni.

Una misura che, nelle intenzioni dell’associazione, dovrebbe interessare non soltanto l’autotrasporto, particolarmente esposto all’aumento del prezzo del gasolio, ma anche agricoltura, pesca, artigianato e numerose piccole attività commerciali e della ristorazione. La preoccupazione riguarda infatti l’effetto che l’aumento dei costi energetici può avere sull’intero sistema produttivo siciliano e, di conseguenza, anche sui consumatori.

Particolarmente dura la posizione degli autotrasportatori. Salvatore Bella, coordinatore del Comitato dei trasportatori siciliani, dopo un confronto con il Dipartimento Trasporti e l’assessore regionale Alessandro Aricò, ha spiegato che con il gasolio arrivato intorno ai 2,40 euro al litro diventa sempre più difficile continuare a lavorare.

La protesta ipotizzata dai trasportatori non prevederebbe blocchi stradali: i camion potrebbero semplicemente rimanere nei piazzali. Il periodo indicato è quello dal 15 al 20 ottobre, quando gli autotrasportatori potrebbero fermare i propri mezzi in attesa di risposte da parte delle istituzioni regionali.

Sul fronte agricolo la protesta potrebbe invece arrivare direttamente sulle strade. L’associazione Agrisat, secondo quanto riferisce ANSA, ha annunciato di essere pronta a portare alcuni trattori lungo lo scorrimento veloce Palermo-Agrigento, a Bolognetta, se non arriveranno risposte alle richieste avanzate alla Regione.

Il presidente dell’associazione, Franco Calderone, parla di una situazione di forte difficoltà che, oltre al costo dei carburanti, interessa diversi comparti dell’agricoltura siciliana, dal cerealicolo al vitivinicolo, passando per olivicoltura e ortofrutta.

Agrisat sostiene di avere chiesto un confronto con l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino e con il presidente della Regione Renato Schifani senza avere finora ottenuto la convocazione richiesta. Da qui la decisione annunciata di manifestare a Bolognetta.

La situazione resta dunque in evoluzione. Le associazioni chiedono interventi economici immediati per contenere l’impatto dei rincari, mentre la protesta potrebbe intensificarsi nelle prossime settimane coinvolgendo due settori strategici per l’economia e per la movimentazione delle merci in Sicilia: agricoltura e autotrasporto.

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