Dapprima una serie di pec fatte al Comune, la prima a maggio e poi, a seguire, altre due, «che sono rimaste senza risposta». Perché per poter avviare la nuova stagione teatrale e cinematografica sono necessari programmazione e interventi: «la struttura presenta ancora criticità importanti che ne impediscono un utilizzo sicuro e sereno e senza certezze sui tempi non possiamo più chiedere alle compagnie teatrali, agli artisti, ai distributori cinematografici di continuare a credere in date e promesse che non siamo in grado di mantenere», dice Fabio Stinco. Così la scelta dell’associazione “Teatro studio mazarine”, che Stinco presiede, è stata quella di lasciare la gestione del cineteatro Olimpia di Campobello di Mazara. «La nostra associazione è stata costretta a fare questo passo e col cuore pesante», dice Stinco. La sua associazione aveva ricevuto l’incarico di gestione del cineteatro comunale dalla vecchia amministrazione guidata da Giuseppe Castiglione. «Riportare vita, cultura e bellezza in questo luogo è stato il nostro sogno che avevamo iniziato a costruire, un passo alla volta, una serata alla volta, un applauso alla volta. Ma, purtroppo, nonostante l’impegno, la passione e le energie — anche economiche — che abbiamo messo in questo percorso, ci siamo trovati oggi davanti a un muro che non dipende da noi».

«Ora la gestione sarà tutta comunale – replica l’assessore comunale Piero Indelicato – con una stagione sulla legalità che sarà condivisa col teatro Selinus di Castelvetrano e con fondi del ministero della cultura e poi una mini rassegna teatrale ma anche musicale». Resta il fatto che il Comune è in dissesto finanziario. «Programmeremo anche dei cineforum», spiega ancora l’assessore Indelicato.

Intanto sui social l’ex direttore artistico Sebino Salvato ha scritto il suo saluto («bye-bye teatro Olimpia»): «all’interno del teatro Olimpia avevamo fondato una scuola di teatro aperta ai bambini, adolescenti e adulti, di cui avevamo già riscontrato un notevole successo con la messa in scena de “La Storia della bambola abbandonata” di Giorgio Strehler. Certamente – scrive ancora Salvato – ci incontreremo in altri luoghi, in altri spazi, con altri progetti nazionali e internazionali».

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