«Il biglietto unico è una straordinaria opportunità per valorizzare, in maniera integrata, il nostro patrimonio culturale e paesaggistico. Con l’Archeopass si offre ai visitatori un’esperienze unica che attraversa millenni di storia, dall’antichità classica fino alle espressioni artistiche più innovative. È il simbolo di una visione condivisa: fare sistema, superare i confini cittadini e valorizzare le eccellenze della Sicilia occidentale. Elementi del progetto “Portami il futuro” che ci vede protagonisti come Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026». Così il sindaco di Gibellina Salvatore Sutera ha commentato il lancio di Archeopass, il biglietto unico Selinunte-Segesta-Gibellina.
Dopo i biglietti integrati Sicilia dei templi, Palermo Pass, Agrigento Culture pass – strumenti che permettono ai visitatori di “attraversare” la parte occidentale dell’Isola, collegando templi e musei, giardini botanici e cattedrali – CoopCulture lancia un nuovo strumento, scommettendo ancora una volta sulla rete, sulla sinergia tra siti e istituzioni culturali, pubblico e privato. L’Archeopass prevede un ingresso in ciascuno dei due Parchi archeologici, Segesta e Selinunte, spendibile nell’arco di una settimana (costo: 25,40 euro/ ridotto 14,20 euro); presentando l’Archeopass, si potrà acquistare il biglietto ridotto nei siti museali di Gibellina. Dal 1° marzo si acquista sul sito www.coopculture.it
Nel suo anno più importante da prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, Gibellina si racconta al MAC, il Museo di Arte contemporanea riallestito da pochi anni, tra le grandi tele del Ciclo della natura di Mario Schifano, le maquette delle sculture disseminate per la Città Nuova, le opere di Carla Accardi, Piero Dorazio, Pietro Consagra; nel Museo delle Trame Mediterranee, presidio dell’Orestiadi nate sul sogno visionario di Ludovico Corrao che fece rinascere Gibellina nel segno dell’arte, ma guardò anche al fascino del Mare Nostrum e di tutti i popoli che passavano, si fermavano, ripartivano; e infine il più giovane, Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, che dal 2011 lavora sul racconto del paesaggio attraversato dal tempo e dalla comunità: gli “scioperi alla rovescia”, le denunce sociali, le inchieste, i digiuni di Danilo Dolci e del suo Centro per la Piena Occupazione, i Comitati cittadini per lo sviluppo del territorio, il terremoto del 1968 e le lotte popolari per la ricostruzione.

Una delle sale del MAC dedicate a Mario Schifano; a destra il sindaco Salvatore Sutera.










