Il Tribunale di Trapani ha pronunciato oggi la sentenza del processo “Artemisia” che vedeva sotto giudizio, tra gli altri, l’ex sindaco di Castelvetrano Felice Errante e l’ex deputato regionale Giovanni Lo Sciuto. L’ex onorevole ha avuto la condanna più pesante: 12 anni. A suo carico la procura contestava, oltre a ipotesi di corruzione e peculato, anche l’esistenza di una loggia segreta che condizionava grosse fette di vita politica e amministrativa. Paolo Genco, presidente dell’Anfe, è stato condannato a 8 anni. Giuseppe Angileri 6 anni, Isidoro Calcara 4 anni, Salvatore Passanante 6 anni, Salvatore Virgilio 6 anni, Vincenzo Giammarinaro 6 anni, Salvatore Giacobbe 7 anni, Rosario Orlando 7 anni. Assolti, invece, il commercialista Gaspare Magro, l’ex sindaco di Castelvetrano Felice Errante, Tommaso Geraci, Vincenzo Chiofalo, Giuseppe Berlino e Luciano Perricone. Erano difesi dagli avvocati Roberto Tricoli, Luigi e Massimiliano Miceli, Franco Lo Sciuto, Giuseppe Pantaleo, Paolo Paladino e Franco Messina.
Alcuni degli imputati fanno parte della “Loggia Hypsas”. Secondo l’accusa, però, non si trattava semplicemente di massoneria, la cui esistenza non è di per sé un reato, ma di un gruppo ristretto di potere “avente il carattere di segretezza, che manifesta il suo operato anche attraverso rapporti e pressioni occulti volti a realizzare ingerenze sulle decisioni della pubblica amministrazione”. Questo capo di imputazione non ha retto al veglio del Tribunale presieduto da Franco Messina.











