antonio bonannoGame Republic, unica rivista italiana che si occupa di videogiochi multipiattaforma, ha dedicato un servizio nel numero di ottobre al giovane castelvetranese Antonio Bonanno che possiede una delle più interessanti collezioni di console che esistono in Italia.

Antonio, che fa parte di quella generazione delle 100 lire in sala giochi, ha realizzato una postazione di gioco con ben 15 console già pronte all’uso, basta accenderle e senza collegare cavi, si può fare un tuffo nel passato con titoli come Pac-Man, Pong, Space Invaders o Donkey Kong.

Dopo molti anni dedicati ad una delle mie grandi passioni – ci racconta Antonio – sono orgoglioso che GameRepublic, una rivista così importante punto di riferimento per molti videogamer che riserva anche spazio ai retrogame, abbia dedicato un articolo sulla mia collezione.

TimeWarpDopo aver pubblicato sul web per gioco alcune foto della mia collezione, sono stato contattato da Fabio “Super Fabio Bros” D’Anna, responsabile della collezione e delle acquisizioni del VIGAMUS il museo del videogioco di Roma che cura anche lo spazio Time Warp sulla rivista GameRepubblic.

Attualmente possiedo circa 140 console e computer dagli anni 70 ad oggi e come dice l’articolo tutto è nato con l’ingresso a casa mia del Commodore Vic 20 nei primi anni 80 ma ho iniziato a collezionare queste macchine da poco più di 10 anni. All’inizio solo per il piacere di avere una console mai posseduta …poi per la curiosità di conoscerne altre.

Mi piacerebbe un giorno realizzare una mostra dove poter fare provare alcune delle console ai nostalgici o ai curiosi e far vedere che da un semplice pong con 2 bacchette e una pallina si può arrivare a quella che oggi è la tecnoligìa avanzata dei videogame.

Nel frattempo invito qualche amico a trascorrere del tempo nel mio angolo videoludico

antonio bonanno castelvetrano

Le nuove generazioni non hanno percezione di quanto la tecnologia in 20 anni abbia fatto passi da gigante. In pochissimi anni non è soltanto cambiato il raffinato mondo della comunicazione, ma anche quello dell’intrattenimento tecnologico. Sembra passato un secolo da quando, il 3 agosto 1975, Atari lanciò sul mercato la versione domestica di Pong, uno dei primissimi videogiochi., no schema elementare: bisogna far rimbalzare una pallina in movimento tra due barrette. Un’idea, che oggi può sembrare banale e rudimentale ma, vista con gli occhi dell’epoca, è sicuramente rivoluzionaria.

Ci vogliono tre anni perché venga sviluppata la versione domestica, una console collegabile al televisore.
Il mercato dei videogiochi si afferma però alla fine degli anni Settanta, quando Taito lancia Space Invaders e Atari pubblica Asteroids, due grandissimi successi. Nel 1980 il mondo viene conquistato da Pac-Man, della Namco. Pac-Man è sicuramente qualcosa di nuovo: è una pallina gialla che mangia altre palline, o spuntini vari, disseminati all’interno di un labirinto.

Il gioco inizia ad appassionare grandi e piccini e molte aziende di giocattoli vendono l’anima alla tecnologia, come Nintendo. Si affermano così i primi titoli davvero importanti, quelli che hanno fatto la storia delle vendite, come Donkey Kong.

Negli anni Novanta, il settore fa un ulteriore passo in avanti con le grandi console come Sega Mega Drive, e Super Nintendo, strettamente legata al successo della saga di Super Mario Bros e Super Mario World. E’ poi il tempo delle console portatili, come il Game Boy, il videogame tascabile che detiene il record mondiale di vendite.

Il mondo dei videogiochi non si esaurisce con questi successi, perché tutte le volte che sembra aver dato tutto, riesce a rilanciarsi, lasciando davvero a bocca aperta gli appassionati. È così a metà degli anni Novanta, quando fa capolino la prima Playstation di Sony, che apre la strada a una nuova dimensione di gioco e porta al fallimento la Sega, e la dinamica si ripete anche a metà degli anni Duemila, quando arriva la Wii e l’ultima generazione di giochi in grado di registrare i movimenti del giocatore. Fanno parte di questa squadra anche Kinect e PlayStation Move. Si utilizzano per attività ludiche di simulazione e di allenamento sportivo: permettono, infatti, di calarsi nel ruolo di una rock star suonando realmente uno strumento musicale o di uno sportivo, praticando un’attività fisica di qualsiasi genere (dal tennis al ballo)

fonte. cultura.biografieonline.it

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