Un sorriso non lo negava a nessuno. Sì, perché Peppe Monterosso sapeva essere amico anche quando non lo si conosceva. Col sorriso, con la disponibilità a esserci anche verso chi non conosceva. Un uomo che esprimeva solidarietà vera, convinta e fraterna. Se ne è andato due giorni addietro, tutto d’un tratto e senza fare rumore. Il suo cuore si è fermato di battere e il suo sorriso si è spento. Quella di Peppe Monterosso è stata una vita intensa, vissuta in mezzo alle cose che gli piaceva fare. Spirito imprenditoriale, intraprendente al punto giusto, uomo di relazioni, era capace di intrecciare chiacchiera con tutti. È questo che l’ha spinto a vivere nel mondo del turismo, dapprima a Kamarina poi a Favignana (in un’esperienza alla Valtur quando era della famiglia Patti), sapeva promuovere la Sicilia, la sua terra, a chi veniva da oltre Stretto.

Quel suo background acquisito sul campo lo ha messo in pratica anche a Triscina, dove ebbe modo di gestire qualche casa per turismo. Giornalista per passione, per decenni ha scritto per il quotidiano “La Sicilia”, seguendo lo sport e, soprattutto, la Folgore, la squadra della sua città. L’ultima sua passione, in ordine di tempo, è stato il tango: le serate a Palermo, in provincia di Agrigento. «Mi diverto», diceva agli amici a cui raccontava l’ultima passione. Improvvisazione, eleganza e passionalità, Peppe Monterosso nei suoi passi da tanguero esprimeva tutto questo: «La musica entra dall’orecchio, passa per il cuore e arriva ai piedi: se non fa questo passaggio, l’essenza del tango viene totalmente dimenticata e trascurata», aggiungeva nei suoi racconti tra amici. Oggi restano i ricordi: «Grazie per tutto quello che hai fatto per me e il mio tango in Sicilia», scrive Cristina Scimè su Facebook ricordando l’amico Peppe.

I funerali di Peppe Monterosso si terranno giovedì 9 luglio, ore 10,30, nella chiesa madre di Castelvetrano.

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