Abbandono e deposito incontrollato di rifiuti. Sono queste le ipotesi di reato che la procura della Repubblica di Marsala ha contestato ai responsabili dei lavori di rimozione della posidonia, commissionati dalla Regione Siciliana tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, e mai portati a termine. L’attività di indagine è stata condotta dalla Guardia Costiera di Mazara del Vallo, che già nel dicembre 2025, vista la massiccia presenza di montagne di posidonia abbancata sulle banchine del porticciolo, tra l’altro frammiste a rifiuti di varia natura (plastiche, spezzoni di reti da pesca, pneumatici usati), aveva iniziato a studiare le carte del progetto e ad acquisire informazioni presso la Regione Siciliana per risalire alle cause di tale incuria.

Il progetto è già finito sotto la lente di ingrandimento della DDA di Palermo con provvedimenti che hanno riguardato le modalità di gestione dell’appalto di gara che prevedeva la tempestiva rimozione di tutta la posidonia prelevata dai fondali del porto, previa separazione e smaltimento dei rifiuti di origine antropica recuperati frammisti ad essa. Tale fase lavorativa, però, sebbene finanziata e prevista dalle carte di progetto, non è mai stata effettuata.

La Regione ha affidato nuovi lavori di rimozione che si stanno completando. «La situazione, però, resta critica, lo testimoniano le tante immagini che quotidianamente raccontano lo stato di degrado ed abbandono che caratterizza l’intero bacino e gli interventi necessari meritano la massima attenzione e la dovuta urgenza da parte delle istituzioni, Regione e Comune in primis, per evitare che il prossimo inverno diventi l’ultimo passaggio per la chiusura definitiva dello scalo», scrive in una nota la Capitaneria di porto.

I lavori al porto di Marinella di Selinunte. A destra: il comandante della Capitaneria di porto di Mazara del Vallo Stefano Luciani.

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