Il legame di Roberto Andò e Gibellina è sempre stato fraterno. Nella città sconvolta dal terremoto del 1968 e nel percorso di rinascita avviato da Ludovico Corrao, Roberto Andò nel 1990 è stato direttore delle “Orestiadi” e a Gibellina coinvolse artisti internazionali come Bob Wilson, Peter Stein, Emir Kusturica, Amos Gitai e Moni Ovadia, Mimmo Paladino. Oggi, a distanza di così tanti decenni, Gibellina – quest’anno Capitale dell’arte contemporanea – dedica un omaggio ad Andò. Ieri alla Fondazione Orestiadi tre momenti che hanno visto Andò protagonista. La prima mostra dal titolo “Roberto Andò autoritratto” curata da Vincenzo Trione. Nell’atelier del baglio Di Stefano, in più stanze, foto, video e manifesti ripercorrono lo storico legame di Roberto Andò con Gibellina, gli incontri con Bob Wilson e i suoi anni come direttore artistico del festival. Nell’ex cappella, invece, è stata inaugurata l’installazione “Qui la vita non è altrove”, realizzata da Roberto Andò e Mimmo Paladino, ispirata ai testi di Leonardo Sciascia e Luigi Pirandello. Un percorso che attraversa quarantacinque anni di creazione e sperimentazione. Un’opera rinnova l’alleanza tra teatro, arti visive e paesaggio, che ha reso Gibellina un laboratorio unico nel panorama italiano. la voce narrante è di Toni Servillo. Ieri sera, nel calendario degli spettacoli, poi “Diario senza Tè”, performance scenica di Andò (con Moni Ovadia) accompagnata dalle musiche dal vivo di Marco Betta e Gianni Gebbia.

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