“A Castelvetrano, dove la storia e la bellezza convivono con le ferite del presente, si consuma ogni giorno uno scempio che non può più essere ignorato” inizia con queste parole la lettera inviata alla nostra redazione da Mirco Di Carlo Cuttone, un lettore che vive nei pressi della sede comunale di Via della Rosa. “A due passi dalla sede del Comune – scrive – proprio là dove dovrebbero pulsare le coscienze civiche e fiorire esempi di responsabilità, le campagne sono discariche a cielo aperto. Sacchetti abbandonati, rifiuti ingombranti, plastica e vetro disseminati come se la terra non avesse valore, come se il paesaggio siciliano potesse essere svilito senza conseguenze. È una ferita che offende il decoro, l’ambiente, ma soprattutto l’intelligenza di chi crede ancora nel rispetto reciproco. Non è solo incuria. È una resa morale.

Le immagini inviate in allegato alla lettera sono eloquenti e raccontano lo scempio in cui versano alcune strade nella periferia della città. In questo caso però, la strada in questione si trova a poche decine di metri dalla cittadella della legalità dove oltre agli uffici comunali troviamo la sede della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato.

“Chi getta i rifiuti in queste campagne – conclude Di Carlo Cuttone – non compie solo un atto illegale. Tradisce la propria terra, tradisce i figli che erediteranno una natura maltrattata. E la vicinanza al Comune rende questo spettacolo ancora più paradossale: il cuore amministrativo della città circondato da silenzi e immondizia. Chiediamo azione. Chiediamo voce. Chiediamo decoro. Invitiamo l’amministrazione comunale a farsi carico di questa emergenza, con controlli più serrati, campagne di sensibilizzazione e – soprattutto – esempi concreti. La bellezza non si tutela da sola. La civiltà va difesa!”

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