C’è anche il mugnaio castelvetranese Filippo Drago tra i protagonisti di “Grano vivo – dal campo alla verità”, il primo summit nazionale di filiera e arte bianca organizzato in Sicilia, in programma domani, 9 novembre, a Tenuta Voscenza, sulle pendici dell’Etna, a Santa Venerina. Un appuntamento che riunirà 17 relatori di rilievo nazionale, chiamati a confrontarsi sui temi dell’agricoltura, delle varietà cerealicole della tradizione, della molitura e della comunità che ruota attorno al mondo del grano. Per Drago, mugnaio artigianale di quarta generazione e titolare di Molini del Ponte di Castelvetrano, sarà l’occasione per portare all’attenzione di professionisti, operatori del settore e mondo accademico una storia che affonda le radici nella tradizione siciliana, ma che negli anni ha saputo guardare oltre i confini dell’Isola.
Il suo percorso professionale comincia nel 1991, quando lascia l’Università per prendere le redini del mulino di famiglia. Una scelta che si trasforma in un impegno nella ricerca e nella valorizzazione dei grani della tradizione siciliana. La svolta arriva attraverso lo studio dei testi di Ugo De Cillis e la frequentazione della Stazione consorziale sperimentale di granicoltura di Caltagirone, dove Drago individua quelle che considera vere e proprie “gemme dimenticate”: Tumminia, Russello, Biancolilla, Perciasacchi, Bidì e Maiorca. Varietà che, nel tempo, hanno contribuito a costruire l’identità produttiva di Molini del Ponte, diventando parte di una proposta che oggi raggiunge mercati internazionali, da Londra a New York. Una produzione che si attesta intorno ai 30 mila quintali l’anno. Al summit di Grano Vivo, Drago prenderà parte al terzo panel, dedicato proprio alla molitura. Accanto a Drago interverrà Stefano Pransani, mugnaio artigianale del Molino Pransani di Sogliano al Rubicone, realtà biologica attiva dal Seicento e impegnata nella molitura delle varietà tradizionali in Romagna.














