«Non è una questione di legittimità, la legge consente l’adeguamento delle indennità, ma non tutto ciò che è legittimo è allo stesso tempo opportuno». È quanto affermano in una nota i consiglieri d’opposizione alla scelta della Giunta municipale di aumentare le indennità di funzione del sindaco e, di conseguenza, del vice, assessori, presidente del consiglio comunale e del vice. «La scelta dell’amministrazione appare profondamente inopportuna – scrivono nella nota – mentre il Comune si trova in una situazione di dissesto finanziario, mentre ai cittadini vengono chiesti sacrifici e agli imprenditori e professionisti di mettere gratuitamente a disposizione il loro tempo e le loro competenze, la Giunta ha ritenuto prioritario aumentare gli importi delle indennità degli amministratori, ad oggi notevolmente più alte di quelle applicate negli ultimi anni».
«Se la scelta di aumentare le indennità degli amministratori è certamente inopportuna, grave è la scelta di trasmettere ai cittadini l’errato messaggio che tale aumento non graverà sulle casse del Comune», aggiungono i consiglieri Piero Di Stefano, Noemi Gentile, Mariella Gulotta, Giuseppe Castiglione e Francesco Margiotta. Nella nota chiariscono che, nel caso di Campobello di Mazara, «il contributo regionale – per il 2025 – ammonta a circa 17.000 euro annui, mentre i restanti 33.000 euro circa saranno interamente a carico del bilancio comunale e, quindi, dei cittadini». Spesa che, nel mandato dei cinque anni, «comporterà una maggiore spesa complessiva di circa 250.000 euro». I consiglieri di opposizione chiederanno la revoca della delibera.
«Si tratta di un adeguamento previsto dalla normativa regionale vigente, non di una scelta discrezionale dell’Amministrazione. La Giunta ha semplicemente preso atto di quanto stabilito dalla legge, recependone gli effetti con la relativa delibera», spiega il sindaco Daniele Mangiaracina. Che aggiunge: «È opportuno precisare anche che l’eventuale adeguamento dell’indennità è interamente a carico della Regione e non grava in alcun modo sul bilancio comunale né comporta maggiori costi per i cittadini».












