Marco Campagna è l’attuale commissario del Partito democratico a Campobello di Mazara, dove, proprio sulla candidatura di Gioacchina Catanzaro, i dem si erano spaccati. La candidata del Pd (insieme a ControCorrente e M5S) ha totalizzato 618 voti, mentre la lista “Primavera” ne ha fatto registrare 573.
Avvocato Campagna, risultato sconfortante?
«No, affatto. Lo considero positivo, se si mette in conto che la nostra campagna elettorale, con la scelta della candidata, è iniziata a meno di un mese dall’elezione. Abbiamo fatto tutto con fatica in un ambiente difficile, dove non c’era serenità nel partito. Ma posso dire che, durante la campagna elettorale, incontrando le persone ho trovato entusiasmo. E poi, per la prima volta siamo usciti fuori da qualsiasi ambiguità…».
Che intende, può chiarircelo?
«L’ambiguità di un partito che, due anni addietro, ufficialmente si è tirato fuori dalla coalizione a sostegno del sindaco Giuseppe Castiglione, ma non era chiaro fino in fondo che noi eravamo fuori dalla maggioranza. Alcuni esponenti locali del partito hanno continuato a esserci sotto mentite spoglie».
Ora è tutto chiaro?
«Ora possiamo dire ad alta voce che la sinistra e i progressisti non erano né con Piero Di Stefano e nemmeno con Daniele Mangiaracina, dichiaratamente di centro destra. Noi oggi siamo altra cosa».
Però siete fuori qualsiasi gioco di politica attiva. Ossia senza nessun consigliere eletto…
«Le ricordo che la politica e l’opposizione si può fare anche fuori il consiglio comunale».
E il partito ora che farà?
«Continuiamo a lavorare, facendo iniziative, facendo politica di opposizione a chi governa la città. Si riparte dalle persone che in questi mesi hanno dato vita alla campagna elettorale, andando in mezzo alla gente, coinvolgendo i giovani, dando loro soluzioni e speranze per restare e non andare via. In passato il partito ha creduto ad altro tipo di alleanze ma i referenti locali dovevano capire che non si stava crescendo e quindi, in tempo utile, si doveva creare una forza d’alternativa».
Tornando all’analisi del voto, cosa ha sbagliato, secondo lei, Di Stefano?
«Ha sbagliato lui, non certo Castiglione. La gente lo ha identificato come la continuità del sindaco uscente. Non ha capito che continuare con lo stesso spartito è stato sbagliato. L’avere candidato Castiglione tra i consiglieri non l’ha aiutato».
A Mangiaracina cosa si sente di dire?
«Mi aspetto che amministri bene, che risani i conti del Comune. Per esperienza, avendo vissuto a Castelvetrano il periodo del dissesto, si vive amministrativamente male e non si può progettare. Noi saremo propositivi e non vogliamo demolire».











