Tony Scilla, lei è stato, sin dal primo momento, sostenitore di Daniele Mangiaracina candidato a sindaco. Oggi da coordinatore provinciale di Forza Italia che dice?
«Si è messo su un bel progetto, fatto di molta competenza, basta vedere anche la qualità della Giunta municipale ma anche del consiglio comunale. Guardi, spesso si considerano i consigli si considerano organi secondari ma non lo sono. È l’organo dove si dibatte, ci si scontra ma, alla fine, si trova una soluzione».
Una sconfitta netta di Piero Di Stefano. Quale è la sua analisi?
«C’è il fallimento dell’attuale Amministrazione comunale; c’era nella gente la voglia di cambiare. Se devo fare un’analisi, sono stati vent’anni dove, probabilmente, non ha vinto la città ma un sistema. E il dato che può sintetizzare il risultato di questo sistema è il dissesto finanziario di 30 milioni di euro».
Che fare allora?
«Questo non significa niente, ci mettiamo un punto e andiamo a capo. La gente ha risposto, la democrazia e la buona politica hanno vinto e ora, con responsabilità, essendo Daniele Mangiaracina non soltanto il sindaco di chi l’ha votato ma di tutti. Ecco, dobbiamo rimboccarci le maniche per dare senso a una città, a una comunità che nella Valle del Belìce ha una sua potenzialità. Penso a Tre Fontane, Capo Granitola, le Cave di Cusa. È stato un ragionamento, quello proposto da Daniele Mangiaracina, che alla fine ci ha premiato. La buona politica ha vinto perché la gente voleva questo».
A Campobello quanto l’elemento “cambiamento” ha influenzato la politica anche se non c’erano simboli di partito ufficiali?
«Secondo me, nel caso di Campobello, c’è molto di amministrativo. Nel caso di Campobello i riferimenti non sono cose che riguardano la politica regionale o nazionale in senso lato. Qui è proprio la città. Se vuoi guardate come è ridotta la città sul piano turistico, sul piano economico, organizzare un concerto non significa nulla. Per carità tutto è utile, ma se non hai una visione complessiva dove metti insieme l’agroalimentare, le bellezze storiche, la nostra storia. A Campobello è mancato questo. Una situazione davvero di declino. Per vent’anni c’è stato lo stesso sistema di potere: presidente del consiglio comunale, consigliere, sindaco. Non c’è stato un collegamento con la politica che conta. Il sindaco Castiglione, invece, andava a chiedere il terzo mandato…».
Qualcuno diceva che lei avrebbe fatto flop a Campobello sostenendo Daniele Mangiaracina…
«Guardi, Tony Scilla non ma hai fatto flop. È stato, invece, sempre dalla stessa parte. Noi abbiamo visione seria della politica e abbiamo dimostrato che Tony Scilla ha vinto a Campobello come ha vinto altre volte: io sono stato eletto onorevole regionale, sono stato assessore regionale in Forza Italia, a Mazara ho fatto il consigliere, il presidente del consiglio, l’assessore. Quando ho perso ho fatto opposizione. Fare il volta gabbana della politica non è serio, non è corretto. Non è questa la missione della politica, questo dobbiamo insegnare ai ragazzi. Per carità non tutto si può fare, si può sbagliare. Bisogna che qualcuno capisca cosa significa vincere….».

Tony Scilla e Daniele Mangiaracina.










