Nella chiesa degli artisti a Roma, si è tenuta la presentazione del libro di fra Giuseppe Maria dei Piccoli Frati e delle Piccole Suore di Gesù e Maria, dal titolo “La preghiera dei re di Giuda in periodo di crisi militare”. Si tratta di un testo col quale fra Giuseppe ha raggiunto il traguardo del dottorato in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico. L’incontro, guidato dalla giornalista Catia Acquesta, ha visto la partecipazione di monsignor Antonio Staglianò, monsignor Paolo De Nicolò, dell’ex docente alla Pontificia Università Urbaniana di Roma don Alfonso Giorgio e di fra Volantino Verde, fondatore della comunità dei Piccoli Frati e delle Piccole Suore.
Monsignor Staglianò, conoscendo il percorso di fra Giuseppe fin dagli inizi della sua vocazione e della sua conversione, ha detto rivolgendosi a fra Giuseppe: «Quando pochi ci credevano, io ci ho sempre creduto che tu saresti arrivato a questo traguardo». Staglianò ha ribadito quanto «questo libro sia attuale in un momento storico così segnato dai conflitti». E ha aggiunto: «nessuna guerra è giusta e nessuna guerra è mai voluta da Dio».
Fra Volantino, passando in rassegna le pagine del libro, ha spiegato il significato del Salmo 107, versione ebraica, mostrando come in questa preghiera non venga soltanto a galla il momento di grande difficoltà e sofferenza, ma ci sia già racchiusa la via d’uscita e la speranza, la soluzione, attraverso l’affidamento a Dio. Monsignor De Nicolò, 89 anni dei quali 50 vissuti in Vaticano, ha sottolineato «quanto la preghiera sia lo strumento più importante per un credente». Monsignor De Nicolò ha raccontato di San Giovanni Paolo II che aveva sempre la corona del Rosario tra le mani e, se qualcuno gli si avvicinava per chiedergli qualcosa in un momento di raccoglimento, lui rispondeva con naturalezza: «Scusate, ho le ultime due Ave Maria». Monsignor De Nicolò ha anche ricordato il cammino di fede di Papa Benedetto XVI, descrivendolo come un uomo che, nella sua immensa teologia, sapeva rivolgersi a Dio e pregare con la purezza e l’affidamento di un bambino.
Alla presentazione è intervenuta anche Rosy Costa della comunità di Santa Lucia di Castelvetrano, che ha raccontato il lavoro quotidiano di fra Giuseppe in parrocchia. «Lui riesce a trasmettere a tutti i parrocchiani gli insegnamenti della Bibbia, rendendo semplici e facili da capire anche i passaggi che a volte sembrano più difficili». All’evento hanno partecipato anche alcuni parrocchiani di Ss. Martiri dell’Uganda dove fra Giuseppe ha operato prima di arrivare a Castelvetrano.











