I pasti per i degenti all’ospedale “Vittorio Emanuele II” di Castelvetrano? Arrivano già confezionati dall’esterno, seppur la società “Innova” di Roma li avrebbe potuto cucinare all’interno stesso del nosocomio. Ma la cucina (per la quale l’utilizzo era stato inserito in gara d’appalto) risulta inagibile e la ditta è stata costretta a cucinare i pasti altrove. È la curiosa vicenda che vede al centro l’Asp Trapani e la società “Innova” che, durante la guida commissariale di Vincenzo Spera, si è aggiudicata la gara d’appalto bandita dall’Asp. La notizia, raccontata dal quotidiano La Sicilia, sa del paradossale. Per evitare di finire tra ricorsi e contestazioni, la vicenda si è chiusa con una scrittura conciliativa tra le parti: l’Asp riconosce a “Innova” 488 mila euro per le spese sostenute fino a dicembre 2025 e, a partire dal 1° gennaio 2026, riconosce 22 mila euro al mese, non essendo ancora stati consegnati gli spazi dove cucinare. Nell’appalto (allargato per la gestione delle cucine anche a Salemi, la fornitura di pasti pronti all’ospedale di Trapani e la gestione del punto cottura all’ospedale di Pantelleria) era indicata la possibilità di utilizzare il punto cottura dell’ospedale di Castelvetrano. Ma è stata la stessa “Innova” a segnalare all’Asp l’inutilizzo degli spazi con «criticità e costi ulteriori a quelli contrattualmente previsti». La commessa, dal punto di vista economico, sarebbe divenuta così insostenibile. Intanto la cucina dell’ospedale di Castelvetrano risulta ancora chiusa.

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