Cambiare cognome (da quello del padre a quello della madre) è stato il suo secondo desiderio più grande, dopo quello (non riuscito per problematiche di salute) legato al cambio di sesso. Ora per Claudio Riccobono, 30 anni, figlio minore di Carmela Scimeca che nel 2010 venne uccisa a Partanna dal marito Giovanni poi suicida, pare che il sogno si sta avverando. Oggi al Comune di Montevago si sono completati i 30 giorni di affissione all’albo pretorio del sunto della sua richiesta prodotta al termine dell’istruttoria prefettizia. «Nessuna opposizione è pervenuta, almeno questo emerge dalle carte», spiega il giovane. Stesso iter che si sta completando a Salemi, comune dove Claudio Riccobono è nato. «Portare il cognome di mia madre è un atto di rispetto nei suoi confronti – spiega a CastelvetranoSelinunte.it – verso le donne che soffrono e che, spesso, rimangono vittime di femminicidi». Quando Carmela Scimeca venne uccisa dal marito, Claudio aveva 14 anni: «quelli a venire sono stati anni intensi di dolore, perdere tutte due i genitori in modo così violento; solo la mia grande fede mi ha accompagnato in questi anni, aggrappandomi a Dio che è amore e speranza».

La sua adolescenza Claudio Riccobono l’ha vissuta a Montevago dai parenti della mamma. Anni in cui ha cercato, con tutte le sue forze, di intraprendere un percorso per cambiare sesso. Una cura ormonale che, però, gli è stata sconsigliata di continuare per le problematiche di salute di cui soffre. Eppure ha sempre sognato di diventare Alessia, così come nell’agosto 2022 raccontò a CastelvetranoSelinunte.it. E oggi dice: «mi sono sempre identificato nel genere femminile e, qualche anno addietro, ho reso pubblica la mia situazione, senza nascondermi». E le sue parole del 2022 risuonano ancora oggi come attuali: «L’omofobia è un problema molto diffuso nella nostra società, specie nelle piccole realtà di provincia. Mi auguro che sempre più gente possa aprire la propria mente, cogliendo tutto quanto di buono c’è nella comunità di noi transgender». Ora vuole coronare il sogno del cambio cognome. Come segno di rispetto nei confronti della madre che il padre ha ucciso.

Claudio Riccobono ha oggi 30 anni.

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